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Szabó, Dezsö

narratore e pubblicista ungherese (Kolozsvár, oggi Cluj-Napoca, 1879-Budapest 1945). Laureato in letteratura ungherese e francese, abbracciò la carriera dell'insegnante e mutò spesso sede a causa di procedimenti disciplinari. Temperamento vulcanico, “romantico dello stile”, teorico del razzismo, dapprima antisemita poi sempre più decisamente antigermanico, esercitò come pamphletista un enorme influsso sulla studentesca universitaria ungherese. Potente, pur nella sua volgarità, è il suo romanzo più famoso, Il villaggio sommerso (1919), che rappresenta la tragedia del ceto contadino nell'Ungheria mutilata. I due romanzi successivi, Vita miracolosa (1921) e Aiuto! (1925) sono tradotti anche in italiano. I lavori teorico-programmatici e polemici di Szabó sono La bancarotta dell'individualismo (1916), I problemi del protestantesimo ungherese (1926), I quaderni di critica e I quaderni di Ludos Matyi, pubblicati durante la seconda guerra mondiale. Su questi quaderni furono pubblicate anche le puntate della sua autobiografia Életeim riunite in un volume postumo nel 1963.