Tèrra (simbologia e religione)

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concetto religioso e simbolico che appare in diverse religioni nelle quali la Terra è stata personificata nella Terra Madre e fatta oggetto di culto. Tale concezione è stata approfondita dalla filologia classica, cioè a partire da un modello greco (Gaia, Demetra) al quale sono state equiparate concezioni orientali fino a ottenere un costrutto ideologico in gran parte congetturale. Su di esso ha operato per molto tempo la storia delle religioni con i seguenti risultati: la ricerca filologica e archeologica ne ha fatto una Grande Dea mediterranea (per la sua diffusione) e paleoanatolica (in quanto centro genetico); la ricerca etnologica (scuola storico-culturale) ne ha fatto una specie di Essere supremo femminile, proprio delle culture agricole; la ricerca fenomenologica un architetto universale, astratto da ogni realtà storica. Nella Terra Madre sono variamente rappresentati due concetti: il luogo cosmico dove si svolge la vita umana e la produzione dei mezzi di sussistenza (la terra fertile). Entrambi i concetti possono condurre all'idea della “maternità”: per il primo il mito dell'umanità nata dai sassi (le “ossa della terra”), diffuso in aree distanti tra loro, quali, per esempio, la Grecia antica e il Perú incaico; per il secondo la funzione di “nutrice” attribuita alla terra fertile. Entrambi i concetti, poi, si fondono in rappresentazioni mitiche sul tipo della seguente, di grandissima diffusione: l'umanità esce dalla terra come la pianta dal seme interrato. A questa rappresentazione è legata anche l'idea della connessione della morte con la fecondità che porta all'equiparazione tra interramento del cadavere e interramento del seme, ma è anche legata l'idea della terra fecondata, violata dall'aratro e seminata, a immagine e nei modi del coito. Si tratta di due sistemi rituali contrapponibili, anche se derivati da una medesima rappresentazione della Terra Madre: nel primo, il funerario, l'uomo è “disumanizzato” (equiparato al seme) o destorificato in funzione del superamento della morte quale principale connotazione della condizione umana; nel secondo, l'agrario, la coltivazione è “umanizzata” (equiparata al coito) allo scopo di ridurla tra le possibilità umane o nell'ambito di ciò che viene ritenuto storicamente realizzabile. Tutto questo rende conto dei diversi culti della Terra Madre che sinteticamente sono qualificati funerari e agrari. Per la sua funzione c'è da aggiungere una valenza cosmogonica: la Terra Madre è anche “madre” del mondo e forma una coppia insieme al Cielo Padre.

Bibliografia

J. Przyluski, La Grande Déesse. Introduction a l'étude comparative des religiones, Parigi, 1950; U. Pestalozza, Religione Mediterranea, Milano, 1951; E. Neumann, Die Grosse Mutter, Zurigo, 1956; O. Petterson, Mother Earth. An Analysis of the Mother Earth Concept According to A. Dieterich, Lund, 1967; D. Lovers, The Great Mothers, Londra, 1982.

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