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Tientsin o Tianjin

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Geografia

(o T'ien-ching). Città (5.855.044 ab. nel 1990; agglomerato urbano 9.570.000 nel 1990) della Cina, capoluogo della municipalità omonima (11.305 km²; 9.570.000 ab.) compresa nella provincia di Hopeh (Regione del Nord), 110 km a SE di Pechino. Importante nodo stradale e ferroviario, è situata in regione pianeggiante nel punto in cui le acque dei fiumi Peh, Yunting, Taching e Tzeya si riuniscono a formare il fiume Hai, il quale riceve l'apporto anche del Grande Canale: ciò fa di Tientsin un importantissimo centro di vie d'acqua interne e uno dei più attivi porti fluviali del Paese, accessibile a navi fino a 15.000 t di stazza. Terza città della Cina per popolazione, è, grazie anche all'imponente mole di traffici svolta dai suoi avamporti di Tangku e Taku sul Po Hai, uno dei maggiori empori commerciali dell'Estremo Oriente, sede di grandi complessi industriali attivi nei settori alimentare, tessile (lana, cotone), siderurgico, metalmeccanico (autoveicoli, trattori, biciclette), meccanico di precisione, chimico-farmaceutico, elettrotecnico, ottico, petrolchimico, conciario e cartario. Tientsin è sede di due Università (1919 e 1960), di un Politecnico e di altre istituzioni culturali. Il 28 luglio 1976 è stata gravemente danneggiata da un terremoto. In pinyin, Tianjin.

Storia

Sviluppatasi da un antico villaggio di pescatori, alla fine del sec. XIII Tientsin costituiva già un ragguardevole centro abitato. All'inizio del sec. XV assunse la denominazione attuale, fu circondata di mura e divenne il centro di un importante distretto militare. Nel sec. XVII Tientsin era divenuta uno dei maggiori centri commerciali cinesi. Nel 1858 venne occupata dalle truppe delle potenze occidentali che imposero al governo cinese l'accettazione di trattati, noti come Trattati di Tientsin (v. sottolemma). Col successivo Trattato di Pechino (1860) il porto di Tientsin dovette aprirsi al commercio estero, mentre nel territorio di Tientsin vaste zone dovettero essere cedute alle potenze capitalistiche occidentali che vi istituirono le cosiddette “concessioni”. Del regime delle “concessioni” si avvantaggiarono, in seguito, oltre a Gran Bretagna e Francia, anche Belgio, Stati Uniti, Giappone, Russia e Italia (dal 1902). Nel 1900, a seguito della rivolta dei Boxers l'amministrazione della città venne rimessa a una commissione internazionale che la governò fino al 1907. Nel 1917 e nel 1924 la città fu devastata da rovinose inondazioni in seguito a cui si resero necessarie grandi opere di sistemazione idrica della complessa rete fluviale convergente su Tientsin. Nel luglio 1937 la città di Tientsin fu occupata dagli invasori Giapponesi e restò soggetta al loro controllo fino all'ottobre 1945, quando fu liberata dalla 94a armata dell'Esercito Popolare di Liberazione. Al termine della III guerra civile rivoluzionaria (1946-49), le forze di Chiang Kai-shek dovettero cedere Tientsin a quelle comuniste il 15 gennaio 1949. Inizialmente municipalità autonoma, direttamente amministrata dal governo centrale di Pechino, Tientsin divenne nel 1958 parte della provincia dell'Hopeh e suo capoluogo di provincia. Durante la Rivoluzione Culturale fu al centro di agitati e spesso tumultuosi eventi in cui trovò la morte il locale primo segretario di partito.

Trattati di Tientsin

Il 18 giugno 1858 fu sottoscritto a Tientsin tra i rappresentanti dell'impero cinese e quelli degli Stati Uniti dopo la conclusione della II guerra dell'oppio, alla quale tuttavia gli USA non avevano partecipato direttamente, un trattato che riprese e ampliò le clausole del precedente trattato cino-americano di Wanghia (1843). Tra l'altro la Cina fu costretta a garantire l'incolumità dei cittadini americani e dei loro beni non solo sul suolo cinese ma anche nelle acque territoriali.

Trattati con le potenze europee e il Giappone

Nella città inoltre furono firmati numerosi trattati internazionali con le potenze europee (Inghilterra, Francia, Russia) e col Giappone. Questi trattati, conclusi sotto la minaccia delle armi, sono detti “ineguali”. Si ricordano: A) il trattato anglo-cinese, sottoscritto il 26 giugno 1858 al termine della guerra dell'Arrow, che conferiva per la prima volta agli Inglesi il diritto di viaggiare liberamente in tutto l'impero cinese per motivi di commercio o per qualsiasi altra finalità. Stabiliva, inoltre, il diritto di navigazione e di commercio per le navi inglesi lungo il f. Yangtze Kiang, dove erano stati aperti al commercio i cosiddetti “porti di attracco”. La Cina si impegnava a pagare quattro milioni di tael a titolo di indennizzo alla Gran Bretagna. B) Il trattato franco-cinese, sottoscritto il 27 giugno 1858, che concesse, sostanzialmente, alla Francia i medesimi privilegi estorti dall'Inghilterra alla Cina in base al trattato anglo-cinese di Tientsin. C) Il trattato russo-cinese, sottoscritto il 1º (13) giugno 1858 in seguito alla mediazione offerta dai diplomatici russi per far cessare la II guerra dell'oppio. Il trattato conferì, in sostanza, all'impero zarista gli stessi privilegi e vantaggi ottenuti in Cina mediante i trattati ineguali dalle altre due potenze. D) Il trattato franco-cinese, concluso l'11 maggio 1884 e ratificato il 9 giugno 1885, che suggellò la guerra non dichiarata franco-cinese del 1884-85. In base a esso il governo imperiale cinese rinunciò a esercitare la propria sovranità sull'Annam, suo precedente tributario, la cui cessione da parte dell'impero annamita alla Francia era stata alla base della guerra succitata. Implicitamente la Cina riconosceva, pertanto, la conquista francese di quell'area. Ulteriori concessioni di carattere commerciale e confinario furono riconosciute dalla Cina alla Francia con il successivo trattato di Tientsin dell'aprile-giugno 1887. E) Il trattato cino-giapponese, concluso il 18 aprile 1885, a seguito di un colpo di Stato filogiapponese attuato a Seul (dicembre 1884), secondo il quale Cina e Giappone si impegnavano a sgomberare la Corea entro 4 mesi, ma l'impero cinese riconosceva anche che il Giappone godeva sulla Corea di diritti pari ai propri. Ciò spianò, pertanto, la via alla conquista della Corea da parte del Giappone.

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