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Macào

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Generalità

Regione amministrativa speciale (26,8 km²; 448.500 ab. stima 2003; densità di 16.429 ab./km²) sotto la sovranità cinese. È stato Territorio speciale del Portogallo fino al dicembre 1999. Si prevede che manterrà per cinquant'anni uno statuto di autonomia. Situato sulla costa sudorientale della Cina, alla foce del Chu Kiang (Fiume delle Perle o Canton) nel Mar Cinese Meridionale, 60 km a W di Hong Kong "Per la cartina geografica vedi pg. 17 del 14° volume." "Per la cartina geografica vedi il lemma del 12° volume." , comprende la penisola di Macao con la città omonima "Per la pianta della città vedi pg. 17 del 14° volume." "Per la pianta della città vedi il lemma del 12° volume." , il capoluogo, e le isole di Taipa (3,8 km²; 6000 ab.) e di Coloane (7,1 km²; 3000 ab.). Ha un'assemblea legislativa composta da 17 membri. La popolazione è costituita da cinesi e da circa 2700 europei. La religione professata dalla maggioranza degli abitanti è il buddhismo (i cattolici sono il 6%). La lingua più diffusa è il cinese, seguito dal portoghese e dall'inglese. Unità monetaria è la pataca. In portoghese, Macau; in pinyin, Aomen. ❏ Macao è un grande centro di pesca e un importante mercato soprattutto di prodotti agricoli che, provenienti dal retroterra, sono esportati in Europa e in America. L'economia si basa sulla pesca (che dà origine anche a una discreta esportazione), sul commercio di transito, sul turismo (attratti dalla presenza di numerose case da gioco) e sull'industria, attiva nei settori conserviero, dei fuochi artificiali, tessile, calzaturiero, delle materie plastiche, del tabacco e della meccanica di precisione, fonti primarie di valuta estera. Macao ha cercato, negli anni Novanta, di rafforzare e diversificare il proprio sistema produttivo e infrastrutturale, per sottrarsi, almeno in qualche misura, all'influenza preponderante della vicina Hong Kong e prepararsi ad affrontare la reincorporazione nella Cina, che già incombeva con la confinante Zona economica speciale di Zhuhai, nella quale tendevano a rilocalizzarsi numerose industrie attratte dal minore costo della manodopera. La crescita della popolazione, al ritmo del 3,7% medio annuo (1985-94), ha costretto ad ampliare gli spazi di terraferma mediante opere di colmamento che dovrebbero ulteriormente estendere del 20% la superficie peninsulare, con nuovi insediamenti residenziali per circa 60.000 abitanti. Anche l'aeroporto internazionale viene realizzato off shore, a E dell'isola di Taipa. Fra i progetti di grandi infrastrutture, si segnalano un nuovo ponte, lungo quasi 4 km, fra l'estremità orientale della penisola di Macao e l'isola di Taipa, e un terminale marittimo specializzato per il traffico di containers, nell'isola di Coloane. Lo sviluppo economico appare frenato dalla concorrenza dei NIC e della stessa Cina; ciononostante, Macao ha mantenuto, finora, una sostanziale piena occupazione (il tasso di disoccupazione era appena del 2,8% nel 1995) e soffre semmai della scarsità di manodopera specializzata. Nel 1999 il PNL è stato di 6161 milioni di dollari USA, mentre il rapporto PNL/ab. è risultato di 14.200 dollari USA. Il movimento turistico ha raggiunto, nel 1998, una punta di quasi 7 milioni di visitatori, dei quali, però, solo 2,2 milioni si sono trattenuti per almeno una notte.

Storia

Nel 1557 il territorio di Macao fu ceduto in affitto dall'Impero cinese ai portoghesi che, fatti salvi i diritti di sovranità dell'Impero, ebbero l'autorizzazione a crearvi una base. Principale centro del territorio era allora una modesta località marittima che venne dai portoghesi battezzata Cidade do Santo Nome de Deus de Macau e che fu potenziata come porto commerciale e come centro di missioni gesuite. All'inizio del sec. XVII (1601 e 1627) gli Olandesi tentarono di impadronirsi di Macao e all'inizio del sec. XIX (1802 e 1808) analoga operazione ritentarono, senza successo, gli Inglesi. A partire dal 1848, i governi portoghesi smisero di corrispondere le quote pattuite per la cessione in affitto di Macao e disconobbero la sovranità della Cina che nel 1874 fu infine costretta a rinunciare ai propri diritti di sovranità. Macao, dove già dal 1680 risiedeva un governatore portoghese, divenne una colonia del Portogallo. Nel sec. XIX il porto di Macao continuava a conservare notevole importanza, seppur parzialmente soppiantato da Hong Kong e Canton. Centro di imponenti manifestazioni contro il regime colonialista portoghese nel 1922, dopo il 1949 Macao offrì rifugio ai superstiti del Kuomintang e divenne uno dei centri di attività ostili alla Repubblica Popolare Cinese. Nel 1954 cessò di essere una colonia; dapprima provincia d'Oltremare, nel 1976 divenne "territorio speciale". In base a un accordo, siglato a Pechino il 13 aprile 1987 tra la Cina e il Portogallo, Macao il 20 dicembre 1999 ritornava sotto la sovranità cinese. L'accordo, che fissava l'ampia autonomia del territorio e l'immodificabilità, per un cinquantennio, del suo sistema economico e sociale, veniva accolto in modo sostanzialmente positivo da una popolazione sufficientemente tranquillizzata dalle clausole di salvaguardia. Il mantenimento del governo del territorio da parte dei macanesi, anche dopo il 1999, rappresentava, quindi, la migliore garanzia di un passaggio non traumatico. "Per approfondire vedi Libro dell'Anno 2000 p 211b" "Per approfondire vedi Libro dell'Anno 2000 p 211b"

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