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Venarìa Reale

comune in provincia di Torino (9 km), 262 m s.m., 20,29 km², 35.660 ab. (venariesi), patrono: sant’ Eusebio di Roma (14 agosto).

Cittadina situata alla destra del torrente Ceronda, presso la sua confluenza nella Stura di Lanzo. Sino alla fine del sec. XVII si chiamò Altessano Superiore e appartenne ai marchesi di Torino e ai Marchisio. Il nome attuale le deriva dalla riserva di caccia istituitavi da Carlo Emanuele II di Savoia.§ Il complesso della reggia di Venaria Reale, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, è una delle più grandi residenze sabaude (si sviluppa infatti lungo un asse di circa 2 km), destinata a ospitare feste e riunioni venatorie. Costituito dal borgo, dalla reggia vera e propria e dal giardino (con le scuderie, la chiesa di Sant'Uberto e la tenuta della Mandria), fu realizzato tra il 1659-75 per Carlo Emanuele II di Savoia da Amedeo di Castellamonte; nel sec. XVIII subì alcuni interventi di rifacimento e ampliamento (ai primi anni del secolo risale la costruzione della Palazzina Reale) a opera di M. Gavone, F. Juvara e B. Alfieri. Singolare il borgo, che ha il suo fulcro nella piazza dell'Annunziata, formata da due palazzi porticati che si fronteggiano a semicerchio e dove si affaccia la parrocchiale di Santa Maria. La vasta tenuta della Mandria, voluta da Vittorio Amedeo II per l'allevamento dei cavalli destinati alle battute di caccia e all'esercito, è oggi un vasto parco naturale.§ Importante centro industriale, ha conosciuto un forte incremento demografico e un notevole sviluppo urbanistico. I settori trainanti sono quelli metallurgico e meccanico, cui si affiancano quelli operanti nel settore tessile, chimico e della lavorazione del legno e della plastica. § Nella reggia Lina Wertmüller girò alcune scene del film Ferdinando e Carolina (1999).

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