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Zunzunegui, Juan Antonio de-

narratore spagnolo (Portugalete, Bilbao, 1901-1982). A iniziare dalla prima raccolta di racconti e “cronache bilbaine” (Vida y paisaje de Bilbao, 1926) ha dato una trentina di romanzi e volumi di racconti, tutti di taglio realistico e dall'ampia gamma di toni (moralistico, umoristico, satirico, sentimentale). L'ambiente, a lui ben noto, degli uomini d'affari, banchieri, armatori, e in genere dell'alta borghesia di Bilbao costituisce il suo obiettivo di partenza; ma successivamente è Madrid (dove si trasferì dopo il 1939) lo scenario prediletto dei suoi romanzi, notevoli spesso per la solidità della struttura e il vigore della rappresentazione, sebbene col limite, a tratti, di un moralismo troppo scoperto. Fra i suoi risultati migliori, anche per l'originale resa linguistica, si ricordano Ay... estos hijos (1943; Ah... Questi figli), El barco de la muerte (1945; La nave della morte), La úlcera (1948), Las ratas del barco (1950; I topi della nave), El supremo bien (1951), Esta oscura desbandada (1952; Questo cupo sbandamento), La vida como es (1956; La vita com'è), El hijo hecho a contrata (1956; Il figlio fatto per contratto), Todo quedó en casa (1965; Tutto rimase in casa), Un hombre entre dos mujeres (1966; Un uomo fra due donne), La frontera delgada (1968; La frontiera sottile), Una ricahembra (1970; Una nobildonna), La hija malograda (1973; La figlia persa). In particolare, La vida como es, romanzo dei bassifondi madrileni, è da considerarsi un capolavoro della narrativa realistica.

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