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acùleo

sm. [sec. XVI; dal latino aculeus].

1) Punta aguzza e penetrante, pungiglione, spina. Fig., motto pungente, stoccata, frecciata: “di gentile aculeo / altrui pungi e diletti” (Parini).

2) In botanica, sporgenza indurita e acuminata dell'epidermide dei vegetali superiori ; anche le sporgenze che pendono dal cappello di alcuni funghi (per esempio, Hydnum).

3) In zoologia, spina rigida e appuntita presente in molti gruppi animali con funzioni di difesa e, talvolta, di offesa. § La struttura e l'origine degli aculei può essere estremamente diversa nei vari gradini della scala zoologica; gli aculei dei ricci di mare, per esempio, sono delle formazioni scheletriche interne, in quanto di origine dermica e ricoperte di sottile epiderma, mentre quelli degli istrici non sono altro che peli modificati. Talvolta gli aculei possono essere in comunicazione con ghiandole velenifere: questo è il caso dell'aculeo caudale della pastinaca. L'aculeo delle api e delle vespe, anch'esso provvisto di ghiandole velenifere, deriva dalla trasformazione dell'organo ovopositore delle femmine, detto terebra.

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Aculeo.Aculeo.