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ammaestratóre

sm. (f. -trice) [sec. XIV; da ammaestrare]. Chi ammaestra. In particolare, colui che con appositi accorgimenti, attraverso un apprendistato generalmente fatto di sofferenze e di paure, ottiene dagli animali azioni atte a formare spettacolo. L'origine della professione è antichissima, come testimoniano documenti iconografici relativi ai Cinesi, Assiri, Egiziani, Greci e Romani. Nel Medioevo, da Bisanzio gli ammaestratori di scimmie, orsi e cavalli si sparsero in Europa; Tommaso Garzoni, nell'opera Piazza universale di tutte le professioni del mondo (1585), dà notizia dei “mostratori” di animali; nel sec. XVII La Bruyère e Madame de Sévigné parlano di pulci ammaestrate e, nel 1890, Jean Lorrain di pipistrelli dei tropici.

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