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annòna

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino annōna, da annus, anno].

1) Presso i Romani, il raccolto di grano di un'annata (annus), poi, gradualmente, ogni altra derrata prodotta da un territorio in un anno.

2) Tutti i prodotti agricoli raccolti in un anno per l'approvvigionamento di una città o di uno Stato; anche il magazzino adibito al deposito dei prodotti e l'ufficio che vi sovrintende.

3) Anticamente, biada e, per estensione, cibo.

Storia

L'approvvigionamento per l'alimentazione di una città antica presentava enormi difficoltà. Quando Roma si ingrandì, e non bastò più il grano prodotto nelle regioni vicine, furono organizzati speciali servizi di approvvigionamento, facendo arrivare il frumento per via mare (trasporto meno costoso) da zone lontane, Sardegna, Campania, Sicilia. Col rapido aumento della popolazione cittadina minuta, si procedette anche, dal tempo dei Gracchi (Tiberio Sempronio e Gaio Sempronio), a distribuzioni annuali di grano a metà prezzo, in ragione di cinque moggi (un moggio= l 8,733) a testa. Con la Lex Clodia del 58 a. C. le distribuzioni divennero gratuite e, malgrado Cesare avesse dimezzato gli aventi diritto, che erano saliti a 320.000, il numero tornò successivamente a salire ponendo in gravi difficoltà servizi e finanze dello Stato, cui ovviò Augusto istituendo tra l'altro un prefetto dell'annona. Il termine andava intanto assumendo anche il significato più generale di approvvigionamenti in grano raccolti nei granai pubblici, o d'imposta in natura dovuta dalle province grandi produttrici come l'Africa e l'Egitto, e che perciò furono dette province annonarie. Questo sistema di approvvigionamento, per gli abusi cui dava luogo, fu oggetto di successive riorganizzazioni. Le difficoltà finanziarie dello Stato e il graduale svilimento del denarius, la moneta corrente nell'Impero romano, oltre alle continue requisizioni di derrate senza risarcimento, favorirono man mano l'affermarsi della riscossione dei tributi in natura. Anche gli stipendi dei funzionari e dei soldati cominciarono a essere pagati prima in denaro e in natura, poi prevalentemente in natura e il termine annona, specialmente nell'espressione annona militaris, venne a significare l'unità di salario, corrispondente a ca. 60 moggi di frumento. Questo sistema fu perfezionato specialmente da Diocleziano. All'imposta fu assoggettata anche una parte dell'Italia, la diocesi di Milano, perciò chiamata Italia annonaria. Nel Medioevo l'annona fu oggetto di una legislazione molto complessa, soprattutto per le frequenti carestie e per le difficoltà di trasporto. L'autorità cercò più volte d'imporre calmieri, prezzi d'imperio, rigorosi divieti di esportazione, mentre da parte sua acquistava forti quantitativi di derrate o promuoveva con premi le importazioni. Non mancarono nemmeno severi controlli dei quantitativi esistenti presso i produttori, gli intermediari e i mercanti. Ma la dilatazione dei consumi favorita dal calmiere metteva troppo sovente a nudo la mancanza di una vera abbondanza e allora si ricorreva, quale extrema ratio, al razionamento per famiglie secondo il numero dei loro componenti, causando la scomparsa quasi completa dei mercanti privati di vettovaglie e favorendo la gestione da parte del pubblico potere della rete di distribuzione. Le idee liberali del sec. XVIII e l'introduzione dell'economia capitalistica portarono a una severa critica del regime vincolatorio, che fu abbandonato quasi completamente in onore dei nuovi principi. Esso però fu reintrodotto quasi per intero durante il periodo bellico 1914-18, quando lo Stato curò direttamente l'ammasso della produzione cerealicola interna e dell'importazione e decise l'adozione del prezzo politico, del calmiere e del razionamento. Questa situazione si ripeté anche durante il secondo conflitto mondiale.

Diritto

In senso giuridico l'annona è l'“organo amministrativo che provvede a quanto è essenziale per l'alimentazione e gli altri bisogni fondamentali dei cittadini”. La sua attività ha carattere amministrativo e di polizia. Il campo d'attribuzioni dell'annona è quanto mai elastico e può riguardare anche l'attività sanitaria (igiene degli alimenti e delle bevande), mentre l'attività della polizia annonaria può estendersi anche al commercio, ma in senso tradizionale riguarda più specificamente il consumo dei generi alimentari. Gli enti pubblici a cui compete l'attività dell'annona sono lo Stato e i comuni. Durante la guerra 1914-18 l'attività dello Stato nell'annona fu intensissima e culminò con la creazione di un apposito ministero (decreto 22 maggio 1918, n. 702). Nel diritto moderno invece il termine è rimasto senza un proprio significato, perché per esempio gli “uffici annonari” si sono trasformati in “enti comunali di consumo” o sono stati assorbiti dagli uffici comunali cui compete la disciplina dei mercati. Di conseguenza la materia va sotto i titoli consumi, approvvigionamenti, mercato.

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