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antifurto

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sm. inv. [sec. XX; anti-2+furto]. Dispositivo o impianto in grado di impedire o segnalare tentativi di furto; l'azione protettiva può essere limitata alla segnalazione (allarme) o associata a un impedimento meccanico. Anche agg.: sistemi antifurto.

Tipi di antifurto

Tra gli antifurto si hanno dispositivi meccanici e impianti elettrici. I dispositivi meccanici sono costituiti da speciali serrature a combinazione montate su casseforti, cassette di sicurezza, camere blindate o locali adibiti a uffici e abitazioni. Sugli autoveicoli vengono montati antifurto consistenti in cinematismi (spine, arpionismi), che bloccano il piantone dello sterzo, integrati o no da contatti elettrici che chiudono il circuito batteria-segnalatore acustico; altri dispositivi agiscono sul circuito di avviamento impedendo la messa in moto. Gli impianti elettrici si basano sul principio dei circuiti a corrente di riposo (allarmi elettrici) e sull'adozione di elementi sensibili opportunamente nascosti. Per la protezione di vetrine, finestre, ante e pareti di armadi o casseforti, possono essere installati contatti normalmente chiusi o essere incorporati nei pannelli sottilissimi fili (o circuiti stampati analoghi): interrompendo la continuità del circuito interviene la segnalazione di allarme, acustica o luminosa . Analogamente possono porsi dei contatti a pendolo o a mercurio nei camini o in altre vie di accesso verticali ai locali. In punti di accesso obbligati possono essere posti pedane o tappeti muniti di contatti, oppure essere creati sbarramenti con cellule fotoelettriche a raggi infrarossi. Quali elementi sensibili agli urti o alle vibrazioni possono adottarsi microfoni o relè ad alta sensibilità opportunamente tarati affinché siano insensibili alle vibrazioni dovute al traffico. La protezione globale di un ambiente si effettua generando un campo di onde ultrasoniche: una persona che si muove, sia pure lentissimamente, in questo campo crea perturbazioni che danno luogo a un allarme . Su concetti analoghi si basa la protezione a variazione di capacità tra l'oggetto da proteggere (metallico) e la persona che si avvicina; la variazione del campo elettrico agisce su un circuito oscillante il cui squilibrio provoca l'allarme. Appositi pulsanti o contatti a pedale, debitamente mascherati e di facile manovrabilità, possono fornire segnalazioni in caso di aggressioni o tentativi di furto a sportelli bancari. Per l'inserzione o disinserzione degli impianti di antifurto sono previsti sia chiavi speciali azionanti dispositivi spesso connessi alle normali serrature, sia selettori con codice segreto a memoria; in questo caso la scelta di una cifra inesatta per escludere il sistema agisce sugli organi di segnalazione. L'informazione d'allarme può essere trasmessa a distanza tramite sirene acustiche, linee telefoniche o anche ponti radio ai posti di controllo con possibilità di individuare il luogo da cui proviene l'allarme. Questi sistemi di telesegnalazione vengono opportunamente protetti sia all'esterno sia all'interno del luogo controllato dall'antifurto e in ogni caso la loro manomissione dà luogo ugualmente a segnalazioni di allarme. I dispositivi di antifurto vengono sempre dotati di una batteria di alimentazione di emergenza che li rende autonomi da ogni interruzione accidentale o provocata della rete di distribuzione di energia elettrica a corrente alternata.

Evoluzione degli antifurto

Per gli antifurto domestici la tendenza è quella di convogliare i segnali di sensori a infrarossi o a microonde in una centrale – che funge anche da sistema di gestione delle apparecchiature elettriche, dell'impianto di riscaldamento ecc. – comandabile e controllabile anche a distanza via telefono. In campo automobilistico vanno ricordati gli antifurto elettronici del tipo a combinazione, basati su una chiave elettronica contenente un codice che deve coincidere con quello presente nella centralina del veicolo. Gli antifurto magnetici consistono invece in una schedina magnetica collocabile, per esempio, dietro il parabrezza all'interno dell'auto: il proprietario dell'auto ne ha una simile (con una tastierina) che, dall'esterno, viene appoggiata sul vetro in corrispondenza di quella interna; digita quindi il codice che, trasmesso attraverso il vetro alla schedina interna, attiva o disattiva l'antifurto. Grazie alla diffusione dei ricevitori satellitari GPS si è andato infine imponendo l'antifurto satellitare, basato su un ricevitore GPS installato nel veicolo che stabilisce istante per istante il punto preciso in cui questo si trova, con scarti di qualche metro. I dati vengono trasmessi da un'altra apparecchiatura a un centro di coordinamento e visualizzati su mappe elettroniche delle strade di tutto il territorio nazionale o europeo. In tal modo, in caso di furto, la società che gestisce il sistema è in grado di individuare esattamente dove si trova il veicolo.

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