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antrace

sm. [dal greco ánthrax-akos, propr. carbone].

1) In medicina, l'escara che caratterizza la forma cutanea del carbonchio. Si tratta di una lesione risultante dalla confluenza di numerosi foruncoli a evoluzione simultanea, con vasta necrosi dell'ipoderma. L'antrace si localizza prevalentemente sulla nuca, sul dorso e nelle regioni glutee, con maggiore frequenza nei soggetti diabetici e in quelli con ridotte difese immunitarie. La terapia è quella della malattia causale e si attua principalmente mediante la somministrazione di antibiotici e siero anticarbonchioso. Per estensione, il termine antrace è passato a indicare la malattia stessa, ossia il carbonchio.

2) In veterinaria, denominazione, ormai in disuso, che indica il carbonchio ematico, contratto generalmente dagli erbivori per ingestione del Bacillus anthracis o delle sue spore da pascoli contaminati e, indirettamente, dai carnivori per ingestione di animali infetti.

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