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associazionismo

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Lessico

sm. [da associazione]. Tendenza a riunirsi in associazioni; anche concezione che vede la realtà costituita dall'aggregazione di elementi indivisibili. Con accezione specifica, in psicologia, concezione psicologica e filosofica secondo cui l'attività psichica va considerata come composta di elementi mentali non ulteriormente riducibili che si legano tra loro per associazione a formare i contenuti mentali più complessi.

Economia

Corrente di pensiero di tipo socialista, sorta e sviluppatasi nella prima metà del sec. XIX, che propugnava la costituzione di libere associazioni di lavoratori quale unica soluzione a tutti i problemi sociali. Gli associazionisti, considerando infatti all'origine di ogni problema sociale la lotta fra produttori, per la difesa del profitto, e operai, per la difesa del salario, ritenevano che la gestione cooperativa della produzione potesse essere il solo mezzo per sopprimere la concorrenza senza sopprimere la libertà. La mancanza di rigore scientifico che caratterizzò la loro analisi, sia dal punto di vista storico sia da quello economico, fece sì che Marx annoverasse gli associazionisti fra i socialisti “utopisti”. I maggiori rappresentanti dell'associazionismo furono R. Owen, C. Fourier e J. Blanc.

Sociologia

Per associazionismo si intende in sociologia la presenza di una pluralità di associazioni e organizzazioni a carattere prevalentemente volontario. Lo sviluppo storico dell'associazionismo è solitamente connesso con i processi di industrializzazione, urbanizzazione e democratizzazione che interessano le società occidentali sin dalla fine del sec. XVIII e accompagnano il declino dei tradizionali gruppi primari (famiglia, vicinato, reti amicali). Per la sociologia politica, l'associazionismo istituisce un rapporto diretto e significativo con il sistema delle libertà civili. Di qui l'interesse di Tocqueville per l'esperienza dell'associazionismo democratico a base volontaria negli U.S.A. agli albori del sec. XIX e quello dei politologi pluralisti per i suoi sviluppi più recenti. Un robusto associazionismo civile sembra infatti costituire un antidoto agli abusi del potere centrale dello Stato e uno strumento efficace di integrazione sociale (Laski). Per Parsons – teorico del “sistema sociale” – l'associazionismo è uno dei pilastri della vita collettiva in qualsiasi comunità evoluta. Solo verso la fine del sec. XX, grazie ai contributi di studiosi come Offe e Touraine e, in Italia, Ferrarotti e Pizzorno, la sociologia europea ha rivolto attenzione all'associazionismo come risorsa per l'innovazione sociale.