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associazionismo (psicologia)

concezione psicologica e filosofica secondo cui l'attività psichica va considerata come composta di elementi mentali non ulteriormente riducibili (di qui anche il nome di atomismo), che si legano tra loro per associazione a formare i contenuti mentali più complessi. Il problema fondamentale alla base dell'associazionismo è quello della conoscenza; secondo gli associazionisti l'uomo conosce attraverso le sensazioni che, associate tra loro, danno luogo alle percezioni. Un oggetto non è altro che l'insieme delle sensazioni a cui dà luogo e che l'individuo impara ad associare trovandole sempre connesse in presenza dell'oggetto stesso. Allo stesso modo le idee complesse, che non vengono direttamente dai sensi, si formano per associazione tra le idee semplici. Non è comunque possibile parlare di una “scuola” associazionista, quanto piuttosto di una concezione che ha informato gran parte delle dottrine psicologiche del sec. XIX, soprattutto in Inghilterra, e che tuttora si manifesta in alcune recenti formulazioni, particolarmente della teoria dell'apprendimento. Sebbene l'associazionismo abbia origini molto antiche (potendosi far risalire ad Aristotele), alla base di questa concezione, come si è venuta sviluppando nel secolo scorso, vanno poste le teorie degli empiristi inglesi, in particolare quelle di Locke, Berkeley e Hume. Tra gli associazionisti inglesi meritano menzione James Mill, John Stuart Mill e A. Bain. Il primo presentò, in Analysis of the Phenomena of the Human Mind (1829; Analisi dei fenomeni della mente umana), la sua concezione della “meccanica mentale”, in cui i processi psichici sono visti in termini di semplice somma degli elementi mentali. Secondo Stuart Mill, invece (A System of Logic, 1843; Un sistema di logica), è preferibile parlare di “chimica mentale”, in quanto nell'associazione in idee complesse delle idee semplici c'è in qualche misura una trasformazione di queste ultime. Per Bain la mente ha capacità creative, in quanto nel formare nuovi aggregati di idee per associazione può elaborare qualcosa di completamente diverso da quanto conosciuto nel corso dell'esperienza passata. Come si è detto, l'associazionismo ha esercitato una profonda influenza su tutta la psicologia ottocentesca, influenza che si è avvertita anche in Germania sui primi psicologi sperimentalisti, soprattutto su Helmholtz ed Ebbinghaus. Contro questa concezione si è aperta una dura polemica all'inizio del sec. XX con il sorgere di nuove dottrine, in particolare della scuola della Gestalt. In seguito si è assistito comunque a un ritorno di interesse per l'associazionismo, considerato sotto una diversa luce critica, ed è stato rivalutato soprattutto il concetto di associazione intesa come legame tra stimolo e risposta (anche se non ha occupato più il posto centrale che aveva nella dottrina associazionistica).