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australomelanesòide

agg. e sm. [da australe+melanes(iano)+-oide]. In antropologia, termine con il quale viene più correttamente indicato il gruppo umano a pelle scura (melanoderma) noto anche come australoide. Gli Australomelanesoidi sono distribuiti in una vasta area dell'Oceania, comprendente l'Australia, la Nuova Guinea e la Melanesia, ma si trovano anche a Timor, Celebes e Borneo (Indonesia), nelle Filippine meridionali e in alcune isole della Micronesia. Le origini di questo gruppo umano sono ancora oggetto di discussione, anche se la sua antichità è testimoniata non solo dai caratteri morfologici e serologici delle genti attuali ma anche dai ritrovamenti di reperti ossei fossili (Niah, nel Borneo; Tabon, a Palawan, nelle Filippine; Talgai e Keilor, in Australia) e di numerosi insediamenti preistorici in tutta l'area oggi occupata. Secondo le ipotesi più accreditate, gli Australomelanesoidi deriverebbero dalle forme arcaiche di Homo sapiens sapiens di Giava (Wadjak) adattatesi ai nuovi ambienti durante la fase finale della glaciazione Würm. In effetti, rispetto agli altri gruppi melanodermi dell'Asia e dell'Africa, presentano caratteri più arcaici: cranio dolicocefalo di piccola capacità (1100-1300 cm3) con pareti spesse, volta alta e non di rado appiattita; faccia larga con accentuato prognatismo alveolare, orbite basse con forte rilievo sopraorbitario; bocca larga, con labbra spesse; naso con radice infossata, pinne assai dilatate e dorso prominente a volte convesso; corporatura longilinea con ossatura grossa e frequente macroschelia; statura da medio-bassa a medio-alta. Il colore della pelle varia dal bruno-scuro al nero intenso, spesso con riflessi ramati; diffusa la pelosità, a volte spiccata; i capelli sono neri, grossi, lunghi, in genere ondulati o ricci; nel tipo australiano è frequente il biondismo dei bambini, che non è raro anche fra le donne; diffusa la calvizie tra gli uomini. I caratteri serologici differiscono da quelli degli altri gruppi melanodermi data la presenza dell'allele GcaA, del 100% del fattore Gm(a), le alte frequenze del gene A del sistema AB0, l'irrilevante presenza del gene Pa₁. All'interno del gruppo vengono, di norma, distinti due tipi umani principali (australiano e tasmaniano) e tre tipi metamorfici (melanesiano, papuano e neocaledone); il tipo tasmaniano è estinto dal secolo scorso, mentre si stanno ampliando nuovi tipi derivanti dal meticciamento con polinesiani, asiatici (soprattutto indonesiani, cinesi e malesi) e bianchi.

H. E. Bernartzik, Popoli e razze, Firenze, 1965; R. Biasutti, Le razze e i popoli della Terra, Torino, 1967; C. S. Coon, L'origine delle razze, Milano, 1970; D. F. Roberts, Human Variation and Natural Evolution, Londra, 1975; I. Barrai, Introduzione alla genetica di popolazioni, Milano, 1978; J. Hiernaux, La diversité biologique humaine, Parigi, 1980; A. E. Mourant, Blood Group and Anthropology, Oxford, 1983.