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autoeducazióne

sf. [sec. XX; auto-+educazione]. Il processo attraverso cui il soggetto dell'educazione si determina in autonomo svolgimento. In Platone la concezione autoeducativa si connette con la teoria della reminiscenza. Se imparare è ricordare, la ricerca dei contenuti della conoscenza e dei valori è un processo di ritrovamento autonomo, da sé in se stessi, della verità già posseduta. Per Agostino la comunicazione della verità si svolge nell'interiorità: il senso delle parole di chi insegna è incomprensibile se non è già noto. La filosofia attualista del Gentile riduce l'educazione ad autoeducazione attraverso l'eliminazione della dualità dialettica di maestro e allievo. Con l'estensione del principio dell'“educazione negativa” di Rousseau, l'attivismo funzionalistico di Key, Ferrière, Decroly, Claparède prospetta una concezione autoeducativa come autosviluppo spontaneo, ma non incontrollato, di tendenze, impulsi, interessi e bisogni. M. Montessori ridimensiona l'intervento dell'adulto restringendolo a un piano strumentale. Il termine autoeducazione è contrapposto a eteroeducazione, che indica il processo intenzionale dell'intervento formativo di un soggetto sull'altro.

S. Hessen, Fondamenti filosofici della pedagogia, Roma, 1956: F. Schneider, L'autoeducazione. Scienza e pratica, Brescia, 1957; J. P. Wynne, Le teorie moderne dell'educazione, Roma, 1966; E. Blumenthal, Guida pratica all'autoeducazione, Assisi, 1980.