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bipolarismo

sm. [sec. XX; da bipolare].

1) Sistema di potere fondato sulla supremazia di due forze maggiori (spesso opposte), attorno alle quali si aggregano le altre componenti del sistema stesso; duopolio politico o militare; dualismo: la strategia del bipolarismo mira a congelare l'attuale equilibrio.

2) In politologia si intende per bipolarismo una forma del sistema politico che prevede la costituzione di aggregazioni elettorali – sia nella forma di un cartello di forze legate da convergenze programmatiche e/o da pura convenienza tattica, sia in quella di una più organica e reciprocamente impegnativa coalizione di partiti ideologicamente e strategicamente affini – capaci di competere per il governo del Paese secondo una tendenziale articolazione binaria. La maggior parte delle grandi democrazie occidentali presenta una configurazione tendenzialmente bipolare. Il bipolarismo non va però confuso con il bipartitismo, che in senso proprio significa la presenza sulla scena politico-istituzionale di due sole forze partitiche, dotate di relativa omogeneità interna e periodicamente contrapposte nelle competizioni elettorali. Molti regimi parlamentari sono, pertanto, definibili come bipolari, pur conservando la presenza di una pluralità (più o meno ampia) di partiti che di volta in volta si coalizzano per contendere al blocco rivale il successo elettorale.

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