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còlla¹

sf. [sec. XIV; latino volg. colla, risalente al greco kólla]. Sostanza usata per saldare tra loro superfici di materiali di origine organica, quali carta, legno, cuoio, ecc. § Il termine indica propriamente quelle sostanze adesive naturali estratte dai collageni degli animali, anche se commercialmente tale termine si estende a prodotti sintetici, chiamati più propriamente adesivi. Le colle si ottengono per idrolisi dei collageni e sono costituite da sostanze proteiche, di peso molecolare compreso tra 3000 e 80.000. Si distinguono in base alla loro origine in colla di pesce, colla di pelle e colla d'ossa. La colla di pesce si trova in commercio, nel tipo di qualità migliore, con il nome di gelatina di pesce e si ricava per cottura sotto pressione delle vesciche natatorie dei pesci, mentre la più scadente, la comune colla di pesce, si ottiene per cottura degli scarti di lavorazione del pesce. È messa in commercio sotto forma di fogli lucidi, compatti e quasi trasparenti ed è usata soprattutto per legare e mantenere compatte sostanze molli e fluidi, nelle preparazioni di budini, gelatine e creme. La colla di pelle si ottiene da pelli di diversi animali, previo lavaggio con acqua calda per asportare i residui presenti, successivo trattamento con alcali o acidi per periodi che possono giungere sino a 10 settimane e infine estrazione a caldo in autoclavi della soluzione di collageni formatasi. Per colle di buona qualità, quali quelle ottenute da giovani animali, si esegue uno stadio di sbianca effettuato con anidride solforosa o idrosolfito di sodio. Le loro caratteristiche dipendono dal prodotto di partenza, ma in genere presentano un'ottima resistenza meccanica e una buona sofficità del film essiccato. Sono applicate pure o in soluzione di glicerina per incollaggio di legname, adesione di carte abrasive e mole smeriglio, mentre in soluzione di formaldeide, a causa della proprietà di formare schiume stabili quando siano bruscamente raffreddate, sono utilizzate per la confezione di capocchie di fiammiferi. La colla d'ossa più comune deriva dalle ossa di bue; i residui ossei della lavorazione della carne sono caricati in autoclavi di capacità fino a 15 t dove, mediante un pretrattamento con acqua calda, è asportato il grasso presente; quindi si invia vapore a media pressione, previa aggiunta di una soluzione acida o alcalina, si separa la soluzione di collagene ottenuta e spesso si opera la sbianca. Tale tipo di colla, che non presenta le buone caratteristiche di quella di pelle, è usata per l'incollaggio di carta e in quelle applicazioni dove sia richiesto un semplice rivestimento protettivo colloidale; spesso è usata in miscela con la colla di pelle.

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