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calotìpo

sm. [dal greco kalós, bello+tipo]. Procedimento fotografico brevettato da W. H. F. Talbot nel 1841, il primo che consentisse di ottenere diverse stampe da un unico negativo. Consisteva nello spennellare su un foglio di carta una soluzione di nitrato d'argento; una volta asciutta, la superficie veniva resa sensibile tramite breve immersione in un bagno di ioduro di potassio, in seguito alla quale si formava ioduro d'argento. Il foglio così preparato veniva fissato su telaio, cosparso di gallonitrato d'argento ed esposto per un periodo variabile da uno ad alcuni minuti. Dopo lo sviluppo, si provvedeva infine a lavare il negativo e a fissarlo con iposolfito di sodio, togliendo i sali in eccesso. Il calotipo incontrò il favore dei fotografi soprattutto in Europa, mentre negli Stati Uniti si continuò a preferire il dagherrotipo.