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catastrofismo

sm. [sec. XIX; da catastrofe].

1) Teoria proposta da Georges Cuvier nel 1815 (Discours sur les révolutions de la surface du globe) per giustificare la scomparsa improvvisa di specie o di intere associazioni faunistiche nel corso dei tempi geologici. Partendo dall'osservazione che a qualsiasi livello di una serie sedimentaria è possibile notare che gli strati più recenti non presentano alcuna traccia di parte o dell'intera popolazione fossile esistente in quelli sottostanti, Cuvier ipotizzò quale causa l'insorgere di particolari e violentissimi fenomeni naturali che avrebbero provocato delle immani “catastrofi”. In seguito a queste la Terra sarebbe divenuta, anche su zone molto estese, completamente deserta e solo molto lentamente si sarebbe verificato un ripopolamento o per mezzo di “migrazioni” dalle zone risparmiate o per intervento divino che con atti creativi successivi avrebbe determinato la comparsa di nuove forme di vita. A tale teoria si contrappose quella dell'attualismo.

2) Per estensione, atteggiamento improntato a cupo e tenace pessimismo per quanto riguarda gli sviluppi futuri della società, della situazione politica, dell'economia e simili.