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coccidiòsi

sf. [sec. XX; da Coccidi+ -osi]. Malattia che colpisce soprattutto gli animali, causata da Protozoi del genere Eimeria. Questi parassiti di forma rotondeggiante, hanno una fase esogena con una grande resistenza all'ambiente, potendo così essere ubiquitari. La coccidiosi colpisce varie specie animali come equini, bovini, ovini e caprini, suini, cani e gatti nonché volatili e conigli. L'infestazione avviene attraverso le vie digerenti e gli animali più colpiti sono i soggetti più giovani, con una sintomatologia intestinale (febbre, diarrea sanguinolenta, inappetenza e quindi anemia) che è quella che si manifesta più frequentemente. Nelle oche e nelle anatre, le oocisti mature ingerite dagli animali liberano dall'intestino gli sporozoiti che passano nei tubuli renali, provocandone la loro morte in 2-3 giorni. Nel coniglio la coccidiosi si manifesta con una forma intestinale ed epatica. § Nell'uomo la coccidiosi è un'infezione provocata da un protozoo, Isospora belli, ed è una delle conseguenze più frequenti dell'AIDS e delle altre condizioni che determinano immunodeficienza. Si manifesta con una diarrea acquosa cronica e forte diminuzione di peso. La cura è possibile ma sono frequentissime le ricadute.

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