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sèpsi

sf. [sec. XIX; dal greco sepsis, putrefazione]. Infezione diffusa a tutto l'organismo, dovuta alla penetrazione nel circolo ematico a ondate successive di germi patogeni o all'azione delle tossine da questi prodotte. Per l'instaurarsi della sepsi è sempre necessaria la presenza di un “punto” (focus) di penetrazione dei germi: le sepsi sono pertanto secondarie a infezioni croniche (ascessi, otiti, tonsilliti, annessiti ecc.) o acute (ferite infette, pratiche abortive, interventi chirurgici ecc.); più raramente seguono stati tossinfettivi generalizzati (per esempio tifo, brucellosi ecc.). Quando l'invasione batterica è di breve durata la sepsi viene definita batteriemia; quando invece si manifesta con formazione di ascessi multipli, insorgenti lontano dal punto d'ingresso dei germi (che sono di norma piogeni), la sepsi si definisce più propriamente piemia. La sintomatologia delle sepsi inizia quasi sempre bruscamente con febbre alta, brividi, cefalea, stato di intensa prostrazione, sudorazione abbondante, obnubilamento del sensorio, a volte delirio. Tipiche sono alcune manifestazioni cutanee (emorragie, macchie ecchimotiche) rilevanti soprattutto nelle sepsi da meningococco. Gli agenti causali delle sepsi sono i Batteri: fino ad alcuni anni fa i principali responsabili erano streptococco, stafilococco e pneumococco, attualmente sono in aumento le sepsi da batteri meno virulenti, a volte saprotrofi o addirittura ambientali (Proteus, Pseudomonas, Escherichia coli, Serratia). Questa notevole modificazione della qualità degli agenti patogeni deriva dalla maggior frequenza di condizioni di depressione immunitaria a seguito di prolungate terapie antibiotiche, citostatiche o corticosteroidee, di malattie gravi e debilitanti, come i tumori maligni, di immunodeficienze, prima fra tutte l'AIDS, di lunghi ricoveri ospedalieri con pratiche diagnostiche e terapeutiche invasive (cateterismi, intubazione, drenaggi chirurgici ecc.). In tutti questi casi la sintomatologia della sepsi, in genere molto acuta e spesso con rapida evoluzione mortale, può presentare caratteri diversi, come per esempio il decorso che può essere più lungo o la febbre che può essere non elevata o addirittura mancare proprio a causa di una forte depressione immunitaria che determina uno stato di anergia dell'organismo. La diagnosi delle sepsi viene effettuata mediante l'osservazione clinica ma soprattutto attraverso il risultato dell'emocoltura. La terapia si vale di antibiotici, che possono essere usati singolarmente o in associazioni per aumentarne l'efficacia; le dosi devono essere elevate e la somministrazione va attuata per via venosa. La durata del trattamento, seppure variabile a seconda dei casi, è generalmente lunga e dipende dalla scomparsa della febbre e dalla ripetuta negatività delle emocolture.

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