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condensazióne

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Lessico

sf. [sec. XVI; dal latino tardo condensatío-ōnis].

1) Atto ed effetto del condensare o del condensarsi.

2) In chimica, reazioni di condensazione, reazioni nelle quali due molecole si uniscono tra loro attraverso l'eliminazione di una molecola di piccole dimensioni, come una molecola di acqua, di acido cloridrico, di alcol, ecc. Una reazione di condensazione è, per esempio, quella di esterificazione, attraverso la quale una molecola di un acido organico e quella di un alcol si condensano formando una molecola di estere con l'eliminazione di una molecola di acqua

3) In paleontologia, risultato di un particolare processo di deposizione dei sedimenti per cui in uno stesso strato si rinvengono mescolati fossili di età diversa. È un fenomeno dovuto sia a un arresto o diminuzione della sedimentazione per mancanza o scarsità di materiale, sia a dissoluzione postsedimentaria di parte della serie rocciosa con conseguente rideposizione del materiale organico in essa contenuto.

4) In psicanalisi il termine indica una delle modalità fondamentali del funzionamento dei processi inconsci, per cui un solo elemento rappresenta diverse catene associative ed è investito della somma delle energie relative a ciascuna di esse. La condensazione è stata individuata da Freud come meccanismo fondamentale nella costruzione del contenuto manifesto del sogno, in cui ogni elemento rappresenta diversi contenuti latenti, che risultano così irriconoscibili; si rivela quindi funzionale alla censura. La condensazione è stata successivamente individuata come uno degli elementi fondamentali nelle battute di spirito, nelle dimenticanze e nei lapsus.§ Nell'industria petrolifera, condensazione retrograda, fenomeno per il quale gli idrocarburi, che nel giacimento sono allo stato gassoso, all'atto dell'estrazione o per raffreddamento o per caduta di pressione passano alla fase liquida.

Fisica

In fisica, la condensazione è il passaggio di stato di un aeriforme da vapore a liquido; è il passaggio inverso dell'evaporazione. Il fenomeno avviene con sottrazione di calore a opera di una sorgente fredda. Perché la condensazione possa avvenire è necessario che il vapore sia saturo, cioè coesista con il proprio liquido. Un vapore surriscaldato, per esempio, non può condensarsi senza prima raggiungere con il raffreddamento questa condizione e nemmeno può stare in presenza del liquido senza tale cambiamento (o scomparsa del liquido). La pressione di un vapore saturo è funzione della sola temperatura e viene anche detta tensione di vapore: è a questo valore di pressione che avviene il passaggio di stato. Nel caso che il vapore si trovi mescolato ad aria o altri fluidi, si deve far riferimento alla sua pressione parziale (la pressione che avrebbe da solo nello stesso ambiente). La condensazione del vapore saturo, da solo o in miscela con altri gas, avviene ogni qualvolta la sua pressione (eventualmente parziale) tende a superare la tensione di vapore; ciò può avvenire perché, abbassandosi la temperatura, la tensione di vapore tende a scendere. Il calore sottratto all'unità di massa della sostanza durante il passaggio di stato si chiama calore latente di condensazione (uguale al calore latente di evaporazione per il passaggio di stato inverso). Il calore latente di evaporazione dipende dalla temperatura; in prima approssimazione, per l'acqua, si usa la formula di Henning, che dà tale valore in funzione della temperatura t: calore latente=610,2-0,712 t in calorie/grammo.

Meteorologia

Nuclei di condensazione, minute particelle, sospese nell'aria, attorno a cui il vapor acqueo si condensa in piccole gocce. I nuclei, igroscopici o no, hanno dimensioni assai variabili (il diametro è compreso tra 10-7 e 10-4 mm) e concentrazioni minime, inferiori a 100 nuclei per cm3, a grande altezza e sugli oceani, e massime, con valori superiori al milione di nuclei per cm3, nell'aria inquinata delle zone altamente industrializzate. Circa l'origine, i nuclei di condensazione possono essere costituiti da ioni di sali minerali provenienti dall'evaporazione di acque superficiali, oppure da minute particelle di pulviscolo prodotte da processi di degradazione del suolo, o da particelle costituite da ceneri vulcaniche o da polvere meteorica o prodotte da fenomeni di combustione e contenute allora soprattutto nei fumi liberati da processi industriali.

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