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evaporazióne

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Lessico

Sf. [sec. XIV; da evaporare]. Passaggio dallo stato liquido allo stato aeriforme.In particolare, in geologia, zona di evaporazione, porzione superiore della zona di aerazione in cui l'acqua penetrata nel terreno può ritornare nell'atmosfera per evaporazione. § In elettrologia, per analogia con il corrispondente cambiamento di stato fisico, è detto calore latente di evaporazione degli elettroni il lavoro medio necessario per estrarre da un dato metallo un elettrone per effetto termoelettronico.

Fisica

L'evaporazione si distingue dall'ebollizione per aver luogo solo alla superficie del liquido, mentre l'ebollizione ha luogo simultaneamente in tutta la massa del liquido nel quale si produce; inoltre, per un dato valore della pressione esterna, l'ebollizione ha luogo solo a una temperatura ben determinata, mentre l'evaporazione ha luogo a qualsiasi temperatura. L'evaporazione è dovuta alla tendenza delle molecole superficiali del liquido a sfuggire alla forza di attrazione reciproca per effetto dell'energia cinetica da esse posseduta. Le molecole che hanno un eccesso di energia cinetica escono gradualmente dal liquido, mentre gradualmente l'energia cinetica media delle molecole restanti diminuisce, ovvero, equivalentemente, diminuisce la temperatura del liquido. Pertanto, per mantenere costante la temperatura del liquido in evaporazione sarebbe necessario cedere calore al liquido: a ciò è dovuto, per esempio, il senso di freddo che si prova quando un liquido evapora da una mano bagnata: il liquido, evaporando, sottrae calore alla mano. La quantità di energia necessaria per far evaporare l'unità di massa di liquido è detta calore latente di evaporazione. Questa quantità di calore varia al variare della temperatura di evaporazione, diminuendo all'aumentare di questa, e, per una stessa temperatura, è diversa per i diversi liquidi. I liquidi che hanno basso calore latente di evaporazione sono detti volatili, in riferimento alla facilità con cui evaporano. Generalmente l'evaporazione non si arresta sino a quando tutto il liquido non è evaporato, ma questo avviene solo se ogni molecola di vapore viene asportata dalle prossimità della superficie del liquido, per esempio mediante ventilazione. La velocità di evaporazione di un liquido è infatti legata, oltre che all'area della superficie sulla quale avviene l'evaporazione e alle caratteristiche fisiche del liquido, anche alla ventilazione della superficie, ossia alla possibilità che la superficie possa essere resa libera in continuazione dalle molecole evaporate. Nell'evaporazione in ambiente chiuso, per esempio nel vuoto, avviene che le molecole evaporate si addensano in prossimità della superficie; la pressione di tale vapore aumenta e, restando costante la temperatura, si arriva a un punto tale che il numero di molecole che passano al vapore nell'unità di tempo è uguale al numero di quelle che ritornano al liquido. Si raggiunge cioè uno stato di equilibrio tra velocità di evaporazione e velocità di condensazione con corrispondente arresto apparente dell'evaporazione. La pressione del vapore alla quale ciò avviene è detta pressione, o tensione, del vapor saturo e il vapore, in queste condizioni, è detto saturo. Anche la pressione del vapor saturo dipende naturalmente dalla temperatura e aumenta all'aumentare di questa "Per approfondire vedi Gedea Astronomia vol. 1 pp 275-276." "Per approfondire Vedi Gedea Astronomia vol. 1 pp 275-276" .