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degradazióne

sf. [sec. XVI; da degradare].

1) Pena accessoria militare, consistente nella privazione della qualità di militare e quindi nell'espulsione del condannato dal consorzio militare. La degradazione è perpetua e priva il condannato anche della capacità a prestare qualunque servizio, incarico od opera per le forze armate dello Stato, nonché delle decorazioni. La condanna all'ergastolo o alla reclusione per non meno di 5 anni, la dichiarazione di abitualità o di professionalità nel delitto, la dichiarazione di tendenza a delinquere, pronunciate contro militari in servizio alle armi o in congedo, per reati militari, comportano sempre la pena accessoria della degradazione.

2) Fig., abbrutimento, pervertimento, abiezione: giungere alla degradazione estrema.

3) In chimica, lo stesso che demolizione di una struttura molecolare, che può essere provocata da meccanismi fisico-chimici, da microrganismi presenti nell'ambiente, da meccanismi biochimici o da processi non biologici (fotodecomposizione, degradazione termica). La degradazione di un prodotto chimico, in particolare per quelli tossici, ne riduce la pericolosità per l'ambiente. È anche possibile, al contrario, che presentino problemi di pericolosità i prodotti della decomposizione. In particolare, nella chimica delle materie plastiche, processo di depolimerizzazione dovuto all'ossidazione, all'azione dei raggi ultravioletti, o all'instabilità del polimero. Per tentare di ovviare al massiccio inquinamento causato dalle enormi quantità di materie plastiche disperse nell'ambiente, sono in corso studi per aumentarne la degradabilità.

4) In fisica, degradazione dell'energia, processo di trasformazione dell'energia a forme sempre più semplici, in ultimo luogo a calore, la forma di energia più degradata. In fisica nucleare, processo per cui particelle elementari attraversando un mezzo materiale perdono la loro energia o subiscono trasformazioni che ne alterano la natura.

5) In geomorfologia, degradazione meteorica delle rocce, fenomeno risultante dall'insieme dei processi che provocano l'alterazione delle rocce e la contemporanea asportazione dei prodotti che ne derivano. La sua conseguenza più diretta è la lenta, ma inesorabile, demolizione dei rilievi rocciosi. È detta meteorica in quanto alla sua attuazione concorrono essenzialmente gli agenti atmosferici, responsabili della disgregazione e del disfacimento delle rocce, nonché le acque meteoriche. È particolarmente intensa lungo i versanti acclivi, non protetti da vegetazione, dove i prodotti dell'alterazione delle rocce vengono facilmente allontanati.

6) In pedologia, degradazione del suolo, fenomeno per cui il suolo risulta caratterizzato da un profilo pedologico anomalo nella porzione sommitale. Abitualmente l'anomalia consiste nella scomparsa, parziale o totale, dell'orizzonte A, od orizzonte eluviale, a seguito di un intenso dilavamento superficiale. È fenomeno frequente nelle regioni caratterizzate da una forte intensità delle precipitazioni meteoriche, da un'elevata acclività dei versanti, dall'impermeabilità del suolo stesso o della sottostante roccia madre e dalla discontinuità della copertura vegetale. Esempi tipici di suoli degradati sono quelli che si incontrano sulle brulle colline modellate nelle argille plioceniche dell'Appennino.

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