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derivatóre

agg. (f. -trice) [sec. XVII; da derivare]. Che deriva, che serve a derivare: circuito derivatore, in elettronica, lo stesso che circuito differenziatore. § In elettrotecnica, resistore collegato in parallelo alla bobina di un amperometro per la misurazione di correnti di intensità relativamente elevata. Se I è l'intensità della corrente da misurare, dette Ra e Rd rispettivamente le resistenze della bobina dell'amperometro e del derivatore, Ia e Id le corrispondenti intensità di corrente, risulta

Il fattore m=1+Ra/Rd è detto potere moltiplicatore del derivatore. La resistenza di un derivatore deve essere molto bassa e al tempo stesso molto precisa: i derivatori vengono perciò costruiti collegando un certo numero di laminette in rame o lega di rame, che vengono calibrate asportandone con una lima piccole sezioni. È detto derivatore anche un grande avvolgimento di potenza, munito di un valore preciso della resistenza interna e della reattanza (derivatore induttivo), usato in trazione elettrica per diminuire il flusso magnetico di un motore con eccitazione in serie.

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