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etnocentrismo

sm. [etno-+centrismo]. Tendenza, in parte cosciente ma in gran parte inconscia, a differenziare in modo molto netto il proprio gruppo dagli altri e a rivendicare un valore assoluto alla cultura del proprio gruppo nei confronti degli altri gruppi aventi culture diverse. Proprio per questa specifica tendenza, l'etnocentrismo è oggetto di interesse da parte delle scienze sociali. L'atteggiamento etnocentrico, infatti, presuppone un'attribuzione di valore particolare alla cultura sociale cui si fa riferimento. In questo senso, le stesse abitudini legate alle pratiche religiose o alle manifestazioni della cultura materiale – usi alimentari o sanitari, pratiche sessuali, organizzazione del tempo libero, ecc. – divengono motivo di distinzione rispetto a quelle di altre collettività. In molti casi, perciò, l'etnocentrismo si configura come rivendicazione di una (supposta) superiorità e si pone come primo gradino in un'ipotetica scala dell'intolleranza sociale. Dall'etnocentrismo è frequente il passaggio – nelle fasi di crisi di relazioni (per esempio, a seguito di guerre o di ondate migratorie) – alla xenofobia, intesa come avversione per il diverso (sul piano etnico, linguistico o religioso), o al vero e proprio razzismo.

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