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etologìa

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Definizione

sf. [sec. XX; dal greco êthos, costume+-logia]. Studio comparato del comportamento animale, incluse le origini, le cause, l'evoluzione, le modalità, le forme e le funzioni, condotto secondo metodologie naturalistiche.

Cenni storici

L'etologia considera il comportamento come funzione e valore adattativi, cioè risultante da selezione naturale e provvista di valore di sopravvivenza, e perciò soggetta a evoluzione. La conoscenza e la comprensione dei moduli comportamentali in specie diverse permette di tracciarne la filogenesi. Questo approccio valorizza gli aspetti genetici del comportamento (comportamento istintivo o coordinazione motoria ereditaria) e ha messo l'etologia in conflitto con le scuole psicologiche, più propense a focalizzare l'attenzione sull'importanza delle interazioni fra individuo e ambiente nello strutturarsi del comportamento. L'etologia non nega l'importanza delle influenze ambientali sul comportamento, ma riconosce, nel comportamento animale e umano, la presenza di elementi che si manifestano a prescindere da qualsiasi esperienza, geneticamente determinati ed ereditabili. Secondo i metodi dell'etologia l'osservazione del comportamento animale in natura è fondamentale, dato che avendo esso valore adattativo e finalità di sopravvivenza, si esprime compiutamente nel contesto naturale; tuttavia per le difficoltà di seguire costantemente gli animali nel loro ambiente e di separare i vari fattori che possono influenzarne il comportamento, l'etologia non esclude la sperimentazione in laboratorio, purché effettuata come complemento dell'osservazione in natura. D'altro canto, in laboratorio, l'animale è quasi invariabilmente sottoposto a situazioni estranee al suo ambiente naturale e potrebbe fornire risposte inadeguate o addirittura svianti per una corretta interpretazione del suo comportamento. La situazione ideale per uno studio etologico è rappresentata dalla semicattività, in cui l'animale sia inserito in un ambiente quanto più possibile simile a quello naturale e sia costantemente osservabile. Alla base degli studi di etologia è l'etogramma, la cui conoscenza facilita la comprensione del significato adattativo dei singoli moduli comportamentali. Il fiorire di etogrammi nella letteratura etologica fa spesso identificare l'etologia con la descrizione dei comportamenti, mentre questa è solo un presupposto per la loro comparazione e comprensione in termini evolutivi. Sebbene gli studi e le osservazioni sistematiche condotte con metodologie etologiche risalgano agli anni Trenta del sec. XX (ma osservazioni e considerazioni valide sul comportamento animale risalgono alla seconda metà del sec. XIX), all'etologia è stato riconosciuto, per così dire “ufficialmente”, il rango di disciplina autonoma nel 1973, con il conferimento del premio Nobel a K. Z. Lorenz, K. von Frisch e N. Tinbergen, tre eminenti zoologi che, oltre a poter essere considerati i fondatori dell'etologia, hanno dato a questa disciplina anche numerosissimi contributi di ricerca e un grande impulso. Un ramo dell'etologia è rappresentato dall'etologia umana, di cui l'etologia culturale rappresenta un'ulteriore specializzazione, che affronta il comportamento umano con le stesse metodologie applicate allo studio del comportamento animale. L'etologia umana si propone di indagare le basi innate del comportamento umano attraverso la sua espressione molto diversificata nelle diverse culture. Grande impulso hanno dato a questo indirizzo di indagine, fra gli altri, I. Eibl-Eibesfeldt e D. Morris, sia attraverso lo studio comparato del comportamento dei Primati e dell'uomo, sia con l'osservazione dei moduli comportamentali di base dei bambini sordi o ciechi dalla nascita. Un altro ramo dell'etologia è rappresentato dall'etologia applicata, il cui campo di interesse è essenzialmente zootecnico e veterinario. Questa, attraverso la comprensione dei meccanismi comportamentali, cerca di ottenere il miglior rendimento dagli animali domestici (per esempio la fecondazione artificiale tramite sperma ottenuto da uno stallone indotto a montare un manichino che emette appropriati stimoli-chiave, ecc.).