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falegnamerìa

sf. [sec. XIX; da falegname]. Complesso di operazioni atte a ridurre il legname squadrato o sezionato (sotto forma di panconi, tavoloni, tavole, assicelle, travi, travicelli, murali, ecc.) in elementi finiti direttamente impiegabili; anche il laboratorio o la bottega del falegname. Le fasi di successiva lavorazione sono: il taglio, la sgrossatura, previa tracciatura, per dare al pezzo una forma prossima alla definitiva; la fresatura; la foratura e la preparazione dei bordi per creare le possibilità di accoppiamento, mediante incastri, spinotti o giunti, dei pezzi componenti; la finitura delle superfici mediante lucidatura, verniciatura, laccatura. Tutte queste operazioni possono essere eseguite a mano o a macchina, impiegando attrezzature con vario grado di automatismo. I prodotti di falegnameria sono principalmente mobili (nel qual caso si parla più propriamente di ebanisteria), serramenti ed elementi di carpenteria. La diffusione di procedimenti industriali nell'edilizia ha permesso la produzione in serie dei pezzi e quindi la trasformazione di molti laboratori di falegnameria che sono diventati vere e proprie officine con catene di produzione in serie di componenti per l'edilizia (pavimenti in legno e serramenti) o per l'arredamento.

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