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filatóio

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Lessico

Sm. [sec. XIV; da filare (verbo)].

1) Macchina che compie le ultime operazioni della filatura di fibre discontinue, cioè stiro, torsione e incannatura (avvolgimento su apposite bobine dette anche spole o fusi). Secondo i tipi di filato che si devono produrre e il tipo di fibra tessile lavorata (lana, cotone, fibre artificiali in fiocco, canapa, iuta, lino) si impiegano differenti filatoi; tutti questi filatoi sono alimentati con lo stoppino (o lucignolo), prodotto dallo stiratoio o dal banco a fusi che assottigliano il filato fino a uno spessore adatto all'operazione di filatura.

2) La parte della filanda in cui è ultimata la torsione del filo e in cui si esegue la sua raccolta in bobine.

Filatoio intermittente

Denominato self-acting, è il più antico e viene impiegato nella produzione di filati cardati di lana e di cotone: l'azione di stiro, eseguita in un momento precedente a quello di torsione e incannatura del filato, viene compiuta da un apposito carro alimentatore che preleva lo stoppino dalle bobine per mezzo di cilindri alimentatori. A un quarto della corsa l'alimentazione viene interrotta e il carro, continuando il suo moto, esercita una trazione sullo stoppino, assottigliandolo; il filo stirato viene così portato al banco a fusi dove i fusi ad aletta gli impartiscono la torsione necessaria avvolgendolo contemporaneamente sulle spole infilate sui fusi.

Filatoio ad aletta

Primo filatoio continuo meccanico,, è utilizzato nella filatura del lino, della canapa, del ramiè, della iuta e dei cascami di seta; consta di una rastrelliera porta bobine, di cilindri alimentatori e per lo stiro (che guidano e stirano i fili) e di fusi ad aletta. Questi recano, nella parte superiore, un tubetto a U rovesciato con un ramo cavo nel quale scorre il filo (aletta); fuso e aletta sono coassiali ma hanno velocità angolari diverse, per cui, durante la rotazione, l'aletta imprime una notevole torcitura al filo; l'aletta è anche animata da un moto alternativo verticale, per cui il filo, uscendo dal tubetto, si avvolge in modo uniforme sulla bobina inserita sul fuso.

Filatoio ad anello

Detto anche ring e filatoio a cursore e anello, , è il filatoio continuo più diffuso in quanto compie contemporaneamente le azioni di stiro, torsione e incannatura del filato ad alta velocità (20.000 giri al minuto del fuso); viene impiegato per la produzione di filati pettinati di cotone, lana, fibre sintetiche. È composto, in genere, da due fronti simmetrici, portanti ciascuno da 200 a 300 fusi, con comandi indipendenti in modo che si possano produrre due tipi diversi di filato nello stesso momento; comprende una rastrelliera porta bobine per l'alimentazione dello stoppino, una serie di cilindri per lo stiro (cilindraia) e un banco a fusi per la torsione e l'incannatura del filato prodotto. In corrispondenza di ogni stoppino da filare vi è una serie di tre coppie di cilindri animati da differente velocità di rotazione: i cilindri inferiori (cilindri di alimentazione) ricevono il movimento dall'albero di trasmissione e trascinano per frizione i cilindri superiori di pressione. I cilindri inferiori, che prendono il filo dalle bobine, sono finemente scanalati al fine di uniformare lo stoppino; i cilindri superiori, della seconda e terza coppia, sono ricoperti di feltro, di pergamena o di gomma. La diversa velocità di rotazione delle tre coppie determina automaticamente lo stiro dello stoppino che giunge al banco a fusi con lo spessore richiesto. La torsione del filo sul banco a fusi è determinata da un anellino in acciaio o materia plastica (detto anche cursore), il quale scorre su di una guida circolare perpendicolare e coassiale alla bobina inserita sul fuso: il moto rotatorio del fuso provoca l'avanzamento del fuso che, a sua volta, trascina l'anellino entro cui scorre il filo; tale moto rotatorio produce la torsione del filo mentre questo si avvolge sulla bobina. La guida, contemporaneamente, si alza e si abbassa determinando l'avvolgimento uniforme del filo sulla bobina. Con questo sistema, il numero di giri di torsione al minuto che si impartiscono al filo corrisponde al numero di giri che l'anellino compie intorno al fuso; la velocità di rotazione dell'anellino supera i 3 km al minuto, da ciò l'elevata resa di questo tipo di filatoio.

Filatoi open-end e ad autotorcitura

Vengono applicati inoltre altri tipi di filatoi tra i quali quelli detti open-end (Cecoslovacchia e Giappone) e ad autotorcitura (Australia): nel primo, il nastro dopo lo stiro viene scomposto, da un battitore rotante, in fibre che vengono proiettate, da un getto d'aria, entro la scanalatura a V del bordo interno di un disco cavo rotante (rotore); le fibre, contraendosi, si uniscono formando un filo continuo ritorto che fuoriesce da un condotto verticale, coassiale con il rotore, e viene poi trascinato fino alle bobine di avvolgimento da idonei cilindri; questo filatoio è da due a tre volte più veloce dei filatoi ad anello. Nei filatoi ad autotorcitura, usati per la lana, gli stoppini vengono convogliati a due a due verso una coppia di cilindri animati contemporaneamente da due moti, uno di rotazione e uno alternativo rispetto al proprio asse; in tal modo, gli stoppini vengono ritorti ciascuno secondo un verso, per cui, uscendo dai cilindri, s'attorcigliano reciprocamente fornendo un filo a due capi notevolmente compatto. Tale sistema aumenta la velocità di formazione del filo e nel contempo elimina la successiva operazione di accoppiamento che precede la tessitura.

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