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flip-flòp

sm. [voce onomat.]. In elettronica, il flip-flop (o bistabile) è un dispositivo caratterizzato dal fatto di possedere memoria, quindi con la capacità d'immagazzinare un bit di informazione (registro a 1 bit). Fondamentalmente si tratta di un circuito elettronico non lineare con reazione rigenerativa al suo interno. L'uscita (o uscite) ha due soli stati stabili in saturazione. Il circuito presenta in genere due ingressi che effettuano il passaggio dell'uscita da uno stato all'altro – la commutazione – tramite una determinata sequenza di segnali, che caratterizza le diverse versioni di flip-flop. Il flip-flop costituisce l'elemento di base di qualsiasi logica sequenziale, dove lo stato delle uscite è determinato non dal valore attuale ma dalla precedente storia delle entrate. Negli elaboratori digitali trova impiego generalizzato nei contatori, nei registri e, da quando gli sviluppi della microelettronica hanno abbattuto i costi e le dimensioni di questi circuiti, come cella elementare della memoria principale. La rappresentazione (schematica) del flip-flop, nella sua forma qui esemplificata mostra due circuiti logici (porte) NOR collegati in modo incrociato. I due terminali di ingresso sono rispettivamente S (set, impostare) e R (reset, azzerare). I terminali di uscita Q e Q sono complementari fra loro. Il flip-flop è nello stato stabile di set quando S=1 R=0 e Q=1(Q=0); nello stato di reset quando S=0 R=1 e Q=0(Q=1). La tavola delle verità illustra il funzionamento dello schema logico come memoria. Supponendo che a un dato istante (n+1) i valori di S e di R siano 0 e 0, è possibile, esaminando lo stato delle uscite Q (e Q) determinare quali erano i valori presenti su S e R immediatamente prima (n).

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