glicòlisi

sf. [sec. XX; glico-+-lisi]. Processo metabolico che nei tessuti animali provoca la demolizione del glucosio fino ad acido lattico. La glicolisi costituisce la fase anaerobia del catabolismo dei carboidrati, avvenendo anche in assenza di ossigeno, e si svolge nei muscoli in stretto rapporto con l'attività contrattile specialmente durante l'attività sportiva o gli sforzi muscolari prolungati e rappresenta l'insorgere della fatica fisica dopo l'esaurimento del glucosio alimentare o per apporto farmacologico. Consiste essenzialmente in reazioni enzimatiche di fosforilazione che richiedono la partecipazione di ATP e di NAD. Nell'ambito della glicolisi avviene la sintesi di importanti metaboliti intermedi (glucosio-6-fosfato, fosfogliceraldeide, piruvato, ecc.), alcuni dei quali intervengono pure nel metabolismo dei lipidi e delle proteine. Al termine del processo una molecola di glucosio è trasformata in due molecole di acido lattico con liberazione di una rilevante quantità di energia la quale può essere direttamente utilizzata per la produzione di lavoro (contrazione muscolare, processi di secrezione o di assorbimento attivo, ecc.), oppure immagazzinata, sotto forma di fosfati ad alto contenuto energetico, nella molecola dell'ATP. La produzione di ATP con lo scarto dell'acido lattico che via via si accumula soprattutto nei muscoli, avviene mediante il trasferimento nella molecola del glucosio di radicali fosforici ricchi di energia che si formano durante la glicolisi su molecole di ADP (adenosindifosfato). In presenza di ossigeno l'acido lattico neoformato viene ulteriormente metabolizzato nell'ambito del ciclo di Krebs.

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