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làttico

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agg. (pl. m. -ci) [sec. XIX; da latte]. Del, relativo al latte: fermentazione lattica, vedi fermentazione.

Chimica

Acido lattico,composto organico naturale, di formula C₃H6O₃, che rappresenta il prodotto terminale della demolizione anaerobica dei carboidrati. Chimicamente è l'idrossiacido α-ossipropionico; possiede un atomo di carbonio asimmetrico per cui esiste in due forme otticamente attive e in un racemo. Il prodotto che si forma nel corso del catabolismo glicidico è l'acido L-lattico. I batteri e i lieviti che trasformano per via fermentativa i carboidrati in acido lattico possono racemizzare il composto che si trasforma pertanto in una miscela di D- e L- isomeri. L'acido lattico è un liquido sciropposo, igroscopico, di sapore acidulo, miscibile in acqua, acido acetico e glicerolo; per riscaldamento si trasforma in lattide. Si ottiene industrialmente dal glucosio o dal saccarosio per via fermentativa. Viene adoperato nell'industria tessile come mordente della lana, nella lavorazione del cuoio e delle pelli e come conservante nell'industria casearia. In medicina viene adoperato localmente come caustico leggero nelle carie dentarie, nel lupus, in varie affezioni dermatologiche.

Chimica: fermenti lattici

Preparazioni costituite da colture di diverse specie di microrganismi, tra cui batteri del genere Lactobacillus contenenti lattasi, e pertanto capaci di scindere il lattosio in galattosio e glucosio,cocchi produttori di acido lattico a spese del lattosio, saccaromiceti della fermentazione alcolica. Sono usati in medicina nelle dispepsie e in altre turbe gastrointestinali dell'infanzia. Si ritiene che le loro proprietà terapeutiche siano dovute all'azione normalizzante che esercitano sulla flora batterica dell'intestino crasso, alterata dalla presenza di germi patogeni, e soprattutto alla capacità di formare nel lume intestinale le vitamine del complesso B.

Biochimica: l'acido lattico nei tessuti muscolari

Il glucosio metabolizzato nei tessuti poveri di ossigeno e nei muscoli durante il lavoro intenso o prolungato, una volta subita la scissione ad acido piruvico, non può subire la totale degradazione ossidativa fino ad anidride carbonica e acqua, per cui si ha la riduzione dell'acido piruvico ad acido lattico mediante una reazione catalizzata dalla latticodeidrogenasi. Il tasso normale di quest'ultimo nel sangue è di ca. 16 mg%ml. Quando tale valore aumenta, come nel corso del lavoro muscolare intenso, intervengono vari meccanismi che tendono a rimuovere l'eccesso di acido lattico: una parte viene utilizzata nel fegato per la resintesi del glicogeno, una parte viene eliminata come tale con le urine, una parte subisce la demolizione totale ad anidride carbonica e acqua. Quest'ultimo processo avviene con consumo di ossigeno (debito di ossigeno) e comporta la produzione di una certa quantità di ATP e di energia.

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