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idrolizzato

agg. e sm. [pp. di idrolizzare]. Che ha subito l'idrolisi: idrolizzato proteico, prodotto di struttura chimica non definita, che si ottiene per digestione acida o enzimatica delle proteine. In medicina hanno importanti applicazioni gli idrolizzati proteici preparati da proteine ricche di amminoacidi essenziali, come la caseina, le proteine del plasma, la fibrina, le proteine del lievito, ecc. Queste proteine vengono sottoposte a idrolisi acida blanda in modo tale che la loro scissione non giunga fino alla distruzione delle unità amminoacidiche. La preparazione per idrolisi enzimatica ha il vantaggio di una minore distruzione di amminoacidi e consiste nel trattare la caseina o le proteine sieriche di bue con estratti di pancreas di maiale, fino a ottenere un liquido con un tenore di azoto amminico costante; questo viene successivamente portato all'ebollizione, filtrato, decolorato con carbone e infine concentrato. Portati a secco, gli idrolizzati si presentano come polveri di colore marrone, solubili facilmente in acqua. I preparati utilizzati in medicina devono essere assolutamente privi di proteine (e quindi sprovvisti di potere antigene), sterili e apiretogeni, e avere un tenore ottimale di azoto amminico. Gli idrolizzati proteici trovano impiego per la nutrizione parenterale negli stati di grave denutrizione, in seguito a interventi chirurgici, nelle malattie che compromettono la digestione e l'assorbimento intestinale degli alimenti. Vengono adoperati anche per bocca, nella terapia dell'ulcera peptica e nei lattanti che tollerano scarsamente l'alimentazione lattea.

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