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ilòta

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Lessico

sm. e f. (pl. m. -i) [sec. XVII; dal greco heilotēs].

1) Nell'antica Sparta, servo della gleba di proprietà dello Stato.

2) Per estensione, fig., persona ridotta in stato di grave asservimento materiale o morale.

Cenni storici

L'origine degli iloti è diversamente spiegata dagli studiosi: secondo alcuni essi dovevano essere Dori come gli Spartani, secondo altri essi erano i discendenti delle popolazioni predoriche e preachee della Laconia asservite dai Dori vincitori. La differenza etnica originaria sembra confermata dalla dichiarazione annuale di guerra agli iloti proclamata dagli efori. Del resto nella condizione di iloti furono ridotti anche gli abitanti della Messenia conquistata dagli Spartani dopo due durissime guerre nei sec. VIII e VII a. C. Gli iloti erano sprovvisti di diritti civili e politici ed erano costretti a lavorare i lotti di terreno assegnati ai singoli Spartiati, cui corrispondevano un'aliquota fissa del prodotto. La loro superiorità numerica rispetto agli Spartiati costituì una minaccia permanente per la sicurezza dello Stato spartano e frequenti insurrezioni di iloti si susseguirono dal sec. VII al V a. C. La più grave di esse avvenne nel 464 a. C. in occasione di un terremoto da cui fu colpita Sparta: gli iloti si rinchiusero nella fortezza di Itome che poté essere riconquistata solo nel 456 a. C. Gli iloti della Messenia si liberarono definitivamente da Sparta negli anni immediatamente successivi alla battaglia di Leuttra, grazie all'intervento di Epaminonda, fondando un proprio Stato che ebbe per capitale Messene sul monte Itome. In Laconia gli iloti continuarono a sussistere: Cleomene III nel 222. a. C. e Nabide nel 202-201 a. C. ne liberarono un numero notevole per immetterli nell'esercito.

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