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intransigentismo

sm. [da intransigente]. Espressione usata per indicare il complesso dei principi ispiratori e dei metodi di azione politica tipici del movimento cattolico (perciò detto più esattamente intransigentismo cattolico) specialmente italiano, nel secondo Ottocento. Con espliciti richiami alla linea del Sillabo e di altri documenti pontifici, lascia intendere l'aperta ostilità nei confronti del mondo moderno e in particolare contro le strutture dello Stato sorto dal travaglio del Risorgimento. Inoltre, sulla base della distinzione fra Paese reale e Paese legale, l'intransigentismo comporta un profondo dissenso con tutte le correnti politiche e culturali liberali e determina una massiccia lotta contro le istituzioni laiche, rivendicando la rinascita del potere temporale del papa. In questa prospettiva è tipico delle posizioni dell'intransigentismo cattolico il non expedit (1874) che comportava il divieto del papa ai cattolici di partecipare alle elezioni politiche. Parte di questa intransigenza è decaduta con la formazione di partiti politici cattolici e soprattutto quando la parte avversaria ha cessato certo anticlericalismo truculento, passando a una critica più serena. L'intransigentismo è stato superato dal nuovo spirito che ha largamente informato il Concilio Vaticano II, salvo sopravvivenze in alcune isole, dominate da gerarchie ecclesiastiche chiuse tuttora a un'apertura verso il mondo moderno.

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