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Vaticani, Concili-

denominazione dei due sinodi universali convocati dal pontefice nella Città del Vaticano rispettivamente nel 1869 e nel 1962. § Il I Concilio Vaticano, ventesimo concilio ecumenico, fu aperto da Pio IX e tenuto nella basilica di S. Pietro in Roma dall'8 dicembre 1869 al 20 settembre 1870. Preparato fin dal 1864 da una commissione cardinalizia e da diverse sottocommissioni per i vari rami (dottrina, disciplina, ordini religiosi, riti orientali e missioni, questioni politico-ecclesiastiche), il concilio fu indetto con la bolla papale Aeterni Patris del 1868. Vi erano convocati tutti i vescovi, gli abati generali degli ordini monastici e nullius, i superiori generali degli ordini religiosi. I patriarchi e i vescovi orientali scismatici non accettarono l'invito, come pure, salvo poche eccezioni, i protestanti. I partecipanti furono oltre 700. L'ordine dei lavori fu stabilito da una bolla del 27 novembre 1869. Le congregazioni furono 86 e le sessioni decisionali 4. Nella sessione III (24 aprile 1870) fu approvata la costituzione dogmatica De fide catholica (Dei Filius), nei cui 4 capitoli si condannano il panteismo, il materialismo e l'ateismo. Il Concilio Vaticano I definì l'infallibilità pontificia. L'argomento fu discusso in 34 congregazioni generali e la minoranza antinfallibilista vi espresse diffusamente le proprie ragioni. Lo schema primitivo fu modificato e migliorato, finché la sua formula definitiva il 13 luglio ebbe 451 placet, 88 non placet e 62 placet iuxta modum. Prima della redazione definitiva dello schema, 55 padri lasciarono Roma per non votarlo. Il dogma fu proclamato il 18 luglio 1870 e siglato da Pio IX. La costituzione Pastor aeternus tratta, in 4 capitoli, del primato giurisdizionale di S. Pietro e dei suoi successori sul collegio apostolico, nonché della prerogativa personale di cui gode il pontefice romano quando parla ex cathedra, come maestro universale, su questioni di fede o di morale. Il dogma dell'infallibilità papale provocò reazioni ecclesiastiche e politiche. Clamorosa fu quella di Ignaz von Döllinger, che portò allo scisma dei "vecchi cattolici”. § Il II Concilio Vaticano fu aperto a Roma in S. Pietro l'11 ottobre 1962 da Giovanni XXIII e chiuso l'8 dicembre 1965 da Paolo VI. Si proponeva la soluzione dei problemi sorti nella Chiesa a contatto con la società moderna per rivitalizzare un cristianesimo depauperato dalla sua carica spirituale e arcaico nelle sue strutture ecclesiastiche e disciplinari. Il Concilio vide la partecipazione di 2860 padri, di rappresentanti delle varie Chiese, di laici d'entrambi i sessi e si compose di quattro sessioni, che si tenevano ogni anno da settembre ai primi di dicembre. Giovanni XXIII poté partecipare solo alla prima sessione e seppe infondere al concilio uno spirito di grande apertura verso il mondo moderno, che nelle altre sessioni subì un sensibile rallentamento per la crescente opposizione dei conservatori. Tuttavia il concilio riuscì ad approvare 16 documenti di grande rilievo, fra i quali i maggiori sono: la costituzione sulla liturgia, che ha portato numerose innovazioni nella celebrazione dei riti religiosi e soprattutto ha sostituito il latino con le lingue locali; il decreto sui mezzi di comunicazione sociale; il decreto sulle Chiese orientali e cattoliche, quello sull'ecumenismo e sull'apostolato dei laici. Fra le dichiarazioni, importantissima è quella sulla libertà religiosa, che rivendica la libertà di ogni uomo a professare le proprie convinzioni religiose e l'illiceità di ogni coercizione esterna, un passo enorme se messo a confronto con il Sillabo di Pio IX.