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ioduro

sm. [sec. XIX; da iodio+-uro]. Composto binario dello iodio. Gli ioduri degli elementi a carattere metallico, e cioè i sali dell'acido iodidrico, sono tipici composti salini, che in acqua sono ionizzati in modo praticamente completo. Gli ioduri dei metalli alcalini e alcalino-terrosi e inoltre gli ioduri di zinco, di cadmio, ecc. sono incolori e molto solubili in acqua; poco solubili in acqua sono invece lo ioduro di piombo PbI₂, di colore giallo, e quello di mercurio (II) HgI₂, di colore rosso. Quest'ultimo è però facilmente solubile nelle soluzioni acquose degli ioduri alcalini formando sali complessi come lo iodomercurato di potassio K₂HgI4 le cui soluzioni, che possono raggiungere un peso specifico di 3,19, vengono usate con il nome di liquido di Thoulet per la determinazione del peso specifico dei minerali attraverso il metodo dei liquidi pesanti. Lo ioduro più comunemente usato è quello di potassio, che si preferisce a quello di sodio il quale è deliquescente e più facilmente alterabile allo stato solido. Lo ioduro di potassio si prepara solitamente facendo reagire lo iodio con dei trucioli di ferro in sospensione acquosa: si forma così una soluzione di ioduro di ferro FeI₂ cui si aggiunge poi del carbonato di potassio, ottenendo del carbonato di ferro (II), insolubile e che si separa per filtrazione dalla soluzione di ioduro di potassio; concentrando quest'ultima cristallizza poi lo ioduro di potassio. Lo ioduro di argento, che costituisce il componente fondamentale delle pellicole e delle carte sensibili per fotografia, è un solido di colore giallastro, insolubile in acqua ma solubile nelle soluzioni di tiosolfato di sodio usate come fissatore in fotografia; sotto l'azione della luce gradualmente annerisce a causa della formazione di argento metallico suddiviso. Lo si prepara precipitandolo dalle soluzioni di nitrato d'argento per aggiunta di una soluzione di ioduro di potassio:

Gli ioduri degli elementi a carattere non-metallico sono invece composti a legami covalenti e quindi non ionizzabili, come per esempio il tetraioduro di silicio, SiI4, o il triioduro di fosforo, PI₃. Sono in genere solidi a punto di fusione non elevato, al contrario degli ioduri metallici, ioduri quali, dato il loro carattere salino, fondono solo ad alta temperatura. La maggior parte degli ioduri non-metallici reagisce più o meno energicamente con l'acqua formando acido iodidrico e un ossiacido dell'altro elemento.

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