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molazza o molassa

sf. [voce settentrionale, derivata da mola nel senso 1]. Tipo di mulino costituito da una coppia di rulli (mole) che rotolano sul fondo di una vasca. "Per gli schemi di molazza vedi il lemma del 13° volume." "Gli schemi di molazza sono a pag. 81 del 15° volume." L'azione della molazza si esercita per schiacciamento. In edilizia viene usata per la macinazione di minerali teneri, argille, conglomerati naturali, ecc. Nell'industria cartaria si usa per triturare fogliacci e cartaccia: è costituita da una vasca con fondo di pietra sul quale rotolano due mole di pietra. In fonderia serve per la preparazione e la rigenerazione della terra per la formatura con la funzione di distribuire il legante intorno ai granuli di silice, rivestendoli di uno strato sottile e costante e quindi di conferire la giusta permeabilità alla terra stessa. Il tipo di molazza più comune è costituito essenzialmente da una vasca cilindrica a fondo piano, nella quale agiscono due cilindri ad asse orizzontale. Il moto relativo tra vasca e cilindri può essere generato sia facendo ruotare la vasca intorno al suo asse, sia facendo ruotare i cilindri intorno all'asse della vasca oltre che intorno al loro asse orizzontale: in entrambi i casi le velocità relative tra il fondo della vasca e le superfici dei due cilindri variano da punto a punto, dando luogo a scorrimenti relativi lungo le generatrici dei cilindri. La sabbia viene in tal modo impastata e resa omogenea; dei vomeri opportunamente sagomati perfezionano poi l'azione di rimescolamento originata dai cilindri. Il tipo veloce si differenzia dal precedente per avere i rulli ad asse verticale. Tali rulli sono rivestiti di gomma e agiscono sulle pareti della vasca, pure ricoperte di gomma. Le operazioni prima descritte sono trasferite dal fondo alle pareti, anzi allo scopo è previsto l'uso di una corrente d'aria ascendente, con portata regolabile, ottenuta con un elettroventilatore.

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