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sìlice

sf. [sec. XVI; dal latino silexcis, pietra dura, selce]. Termine generico con il quale vengono indicate tutte le forme con le quali si presenta in natura l'anidride silicica a biossido di silicio, SiO₂: quarzo, tridimite, cristobalite, diaspro, calcedonio (agata, onice, corniola ecc.), opale, farina fossile, folgorite. § Gel di silice, silice idrata o più propriamente miscela di acidi silicici che si ottiene precipitando con un acido forte le soluzioni di silicato di sodio, raccogliendo la massa gelatinosa così formatasi ed essiccandola a 200-300 ºC. Si presenta come una polvere bianca o in masserelle vetrose e fortemente igroscopiche che per riscaldamento cedono però di nuovo l'umidità assorbita: per questa proprietà il gel di silice trova largo impiego come mezzo essiccante. Viene inoltre usato come catalizzatore o come supporto per altri catalizzatori in vari processi chimici. § Ciclo della silice, insieme di equilibri tra organismi viventi, ambiente marino e ambiente continentale per cui la silice viene continuamente riciclata. Pur non essendo un vero nutriente come l'azoto e il fosforo, la silice entra a far parte di questa categoria poiché costituisce il supporto scheletrico di Diatomee e Radiolari che sono i principali organismi sintetizzatori di materia organica.

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