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nóce

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Lessico

sm. e f. [sec. XIV; latino nux nucis].

1) Sm., nome comune della pianta Juglans regia della famiglia Iuglandacee originaria dell'Asia Minore e della Grecia e introdotta nei Paesi europei sin dai tempi antichi.

2) Sf., il frutto di tale albero che, dal punto di vista botanico, deve però considerarsi un tipo particolare di drupa: le noci di Fra' Galdino; una torta di noci.

3) Frutto secco indeiscente prodotto da un ovario pluricarpellare sincarpico nel quale si sviluppa un unico seme per aborto di tutti gli ovuli meno uno (per esempio, la ghianda, la nocciola, la castagna). Quando è di dimensioni molto ridotte (per esempio nelle infruttescenze della fragola) si dice nucola.

4) Qualsiasi oggetto o parte di un tutto di dimensioni o aspetto analoghi al frutto del noce: una noce di burro, una minima quantità di burro; noce del piede, il malleolo; noce di vitello, taglio del vitello ricavato dalla parte interna della coscia: è tra i più apprezzati e si utilizza in genere per preparare arrosti. In particolare, in marina, ringrosso dell'estremità superiore degli alberi maggiori e delle estremità dei pennoni di nave a vela per costituire appoggio, rispettivamente, per gli incappellaggi delle sartie maggiori e per i collari di incappellaggio degli amantigli e dei bracci. Con valore di agg. inv., di colore marrone chiaro.

Botanica: il noce

Diffuso in Italia, dalla costa fin verso i 1000 m di altitudine, dove fiorisce in aprile-maggio e fruttifica in settembre-ottobre, il noce è un bell'albero alto fino a ca. 25 m, con tronco grosso, chioma arrotondata, corteccia cenerognola e liscia da giovane, poi grigia e con screpolature poco profonde; le foglie sono grandi, odorose, imparipennate, con 5-9 foglioline ovato-appuntite o arrotondate, a margine intero; i fiori, bianco-verdini, sono unisessuali, in amenti cilindrici quelli maschili, a piccoli gruppi quelli femminili, che sono nudi. Il frutto (la noce) è una sorta di drupa assai consistente, con mesocarpo (mallo) di colore verde, fortemente astringente, endocarpo (guscio) legnoso e bivalve, suddiviso in 4 logge incomplete da due tramezzi incrociati, seme (gheriglio) voluminoso, con due grossi cotiledoni cerebriformi, ricchi di sostanze oleose (olio di mallo di noce). Oltre che consumata fresca o secca, la noce è utilizzata per ricavarne liquori (nocillo e nocino), ed entra a far parte di alcune preparazioni culinarie: tipica la salsa di noce preparata in Liguria e utilizzata per condire ravioli, trenette, ecc. Il legno del noce è duro, compatto, elastico, abbastanza pesante e di colorazione gradevole, sempre variegato e ricco di venature, di facile lavorazione e atto a ricevere una buona pulitura, per cui è molto ricercato per lavori di pregio, fabbricazione di mobili, impiallacciature, ecc. Specie congenere è il noce nero o noce americano (Juglans nigra) originario dell'America Settentrionale, sovente coltivato nei parchi, per alberature o per rimboschimento. È un bell'albero simile al precedente, di dimensioni anche maggiori, con foglie pennate formate da 13 o più foglioline seghettate e frutti a forma di una grossa drupa sferica, nera a maturità, di sapore mediocre. Il legno è ottimo, più scuro del precedente, molto usato in ebanisteria. Per la noce d'acqua, vedi castagna d'acqua.

Botanica: altri semi

Per analogia con il frutto del noce, il termine è usato, con specifiche determinazioni, per indicare semi o frutti di altre piante appartenenti a famiglie diverse: A) noce di Areca (o noce di Betel), seme dell'Areca catechu (famiglia Palme), pianta coltivata a Srī Lanka in Malesia e nelle Filippine; contiene sostanze tanniche, grassi, coloranti e piccoli quantitativi di alcaloidi; è usata nella preparazione del betel. B) Noce del Brasile (o del Pará), seme della Bertholletia excelsa (famiglia Lecitidacee), grosso albero proprio del Brasile; è dotata di un consistente guscio legnoso e si usa come alimento, per la produzione di olio. C) Noce di cocco, nocciolo o frutto della palma da cocco. D) Noce di cola, semi di due specie del genere Cola della famiglia Malvacee. E) Noce di galla, vedi galla. F) Noce delle Molucche, seme della Aleurites moluccana e di altre piante congeneri (famiglia Euforbiacee), utilizzato soprattutto per l'estrazione di olio, per usi industriali. G) Noce di Pecan, vedi Carya. H) Noce moscata, seme della Myristica fragrans (famiglia Miristicacee), originaria delle Molucche e coltivata anche nelle Filippine, Celebes, Borneo, Giava, Sumatra, Malacca, India, Brasile e Guayana; è un albero sempreverde di notevole mole, con foglie intere, alterne e fiori piccoli, regolari, ascellari. Il frutto è una specie di bacca rossa, piriforme, di ca. 5 cm di diametro: il seme, avvolto da un arillo carnoso (macis), che costituisce la noce moscata propriamente detta, è ovale-arrotondato, rivestito di un guscio legnoso di color bruno lucente, duro, oleoso, di odore e sapore fortemente aromatico, caratteristico; viene usato, in culinaria, per insaporire piatti di carne e altre preparazioni (tipico è il suo uso negli egg-nogs, bevande stimolanti e rinforzanti a base di uova), in farmacia e in profumeria (burro di noce moscata). I) Noce vomica, seme della Strychnos nux-vomica, pianta arborea della famiglia Loganiacee diffusa allo stato selvatico nell'India, a Srī Lanka, nell'Indocina, nell'arcipelago malese e nell'Australia settentrionale. Il suo frutto è una bacca globosa della grandezza di una piccola arancia, di color giallo aranciato, contenente una polpa biancastra gelatinosa; i semi (di solito da 2 a 4) sono discoidali, con tegumento grigio-verdognolo ricoperto di fitti e corti peli sericei; l'albume è biancastro, duro, inodore, con sapore amarissimo, fortemente tossico per il contenuto in brucina e stricnina; si usa in piccole dosi in medicina per l'azione tonica e stomachica.