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nano

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Lessico

agg. e sm. (f. -a) [sec. XIV; latino nanus, che risale al greco nânos].

1) Di persone o di specie animali e vegetali che presentano nanismo o che in genere hanno statura e dimensioni ridotte o comunque assai inferiori alla media: una famiglia ; incontrare un porta fortuna; polli, fagioli . Estens. e fig., riferito a quanto appare di proporzioni assai limitate rispetto agli altri elementi della stessa specie: una casa ; questo gruppo è ancora un in campo finanziario.

2) Personaggio di piccolissima statura, in genere intelligente e operoso, benefico nei confronti dell'uomo, che ricorre spesso nella letteratura popolare soprattutto nordica. Nella tradizione popolare italiana è spesso confuso con lo gnomo.

3) In astronomia, sono dette nane le stelle di massa solare, o inferiore, per distinguerle da quelle di massa e dimensioni maggiori (giganti e supergiganti). 4) giallo, antico gioco detto anche “del lindor” che si gioca con un mazzo di 52 carte e un tavoliere recante al centro il simbolo del 7 di quadri o nano giallo, cui fanno corona il Re di cuori, la Donna di picche, il Fante di fiori e il 10 di quadri (“belle carte”); su questi simboli ciascuno dei giocatori (da 3 a 8), dotati di un ugual numero di gettoni, disporrà rispettivamente 5, 4, 3, 2, 1 gettone. Equamente distribuite le carte, i giocatori cercheranno di liberarsi al più presto delle proprie ordinandole in sequenze ascendenti e scoprendole (per esempio: su un 10 il Fante, la Donna, e il Re di qualunque seme), e ciascuno succederà a chi lo precede quando quest'ultimo non sia in grado di proseguire la sequenza; chi scopre una delle “belle carte” ritira la posta corrispondente; chi esaurisce per primo le proprie ritira dagli altri giocatori tanti gettoni quanti sono i punti che essi ancora conservano in mano.

Astronomia

Si definisce bianca una stella caratterizzata da quel particolare stato di densità che si consegue al termine della normale evoluzione basata sull'equilibrio energetico garantito dalle reazioni termonucleari. Al cessare di queste, la prevalenza delle forze di autogravitazione produce il collasso della massa gassosa e la sua trasformazione in un corpo ad altissima densità (106-107 g/cm3) e di dimensioni planetarie (10-15 mila km di diametro). In tali condizioni, è noto che nei confronti delle proprietà specifiche dei gas normali divengono preponderanti quelle dei gas degenerati. L'equilibrio, all'interno delle nane bianche, è infatti garantito dalla pressione quantistica degli elettroni, i quali vanno a costituire una sorta di gas circolante in seno a un reticolo rigido di nuclei atomici. Lo stato finale di nana bianca è compatibile con quelle stelle la cui massa, all'estinzione della combustione dell'idrogeno, non si trovi a superare 1,44 volte quella del Sole (limite di Chandrasekhar); in caso contrario, l'evoluzione ulteriore conduce alla catastrofe di supernova, con eventuale produzione di stelle a neutroni. La prima nana bianca fu scoperta da A. Clark nel 1862, denominata Sirio-B, la compagna densa di Sirio, le cui perturbazioni gravitazionali sull'astro maggiore erano state avvertite fin dal 1844 da F. W. Bessel. Mentre il livello termico all'interno di un astro degenere è uguale allo zero assoluto, è provato che l'emissione luminosa da parte delle nane bianche proviene dalla lenta conversione dell'energia gravitazionale in energia termica, nel corso della contrazione di uno strato gassoso superficiale, di spessore assai limitato. Si calcola che un tale processo, specie se accompagnato dalla rotazione assiale dell'astro e dall'associazione di un campo magnetico, può protrarsi per un tempo tipico di 1010 anni prima che, con l'estinzione dello splendore superficiale, la stella venga a trasformarsi in inerte nera, massa di materia degenerata inattiva. La scura (brown dwarf) è un astro gassoso dotato di massa tanto modesta, inferiore a qualche centesimo di quella solare, da non riuscire a produrre un nocciolo termico atto a sostenere una qualsiasi reazione di nucleosintesi. Questa categoria di astri emette sostanzialmente radiazione termica (infrarosso) per effetto di una contrazione gravitazionale indefinita, e la loro presenza, che potrebbe rivelarsi sorprendentemente diffusa, è oggi accertata con sempre maggior frequenza dalle moderne tecnologie di rilevamento al suolo e dallo spazio. Le prime nane scure sono state individuate nel 1984 da Van Biesbroeck in Ofiuco, compagne delle nane rosse VB-8 e VB-10 .

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