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nazionalizzazióne

sf. [sec. XIX; da nazionalizzare]. Assunzione da parte dello Stato sia della proprietà sia della gestione di attività economiche già affidate all'iniziativa privata. In senso stretto, si parla di nazionalizzazione allorché lo Stato acquisisce imprese non attraverso la compravendita di diritto privato, ma per autorità. Nell'uso corrente, a volte si usa impropriamente il termine nazionalizzazione, estendendolo a qualsiasi intervento rilevante dello Stato nelle attività produttive. Da un punto di vista storico, una vasta opera di nazionalizzazione ha costituito lo strumento principale con cui trasformare un'economia di mercato in una socialista; in tal modo infatti, per semplice decreto, è possibile accentrare le attività produttive nelle mani dello Stato. È avvenuto così in URSS con la rivoluzione comunista, è avvenuto così in diversi Paesi del Terzo Mondo agli albori della socializzazione. Anche nei Paesi industrializzati talvolta lo Stato ha nazionalizzato attività produttive di interesse pubblico; questo comunque non costituisce la comune regola d'intervento: di solito si preferisce che lo Stato intervenga in un regime giuridico di natura privatistica. In Italia il procedimento di nazionalizzazione deve avvenire con legge ed è regolato dall'art. 43 della Costituzione: “Ai fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, a enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio e abbiano carattere di preminente interesse generale”. L'esperienza storica in merito risale comunque più indietro nel tempo: nel 1905 è stata nazionalizzata la rete principale ferroviaria; nel 1912 lo Stato ha assunto il monopolio delle assicurazioni sulla vita (la loro gestione è stata affidata all'INA). Nel dopoguerra l'unico esempio di nazionalizzazione si è realizzato nel 1962 e ha avuto per oggetto le imprese che producevano e distribuivano energia elettrica; il servizio è da allora gestito dall'ENEL. Il diritto internazionale dichiara lecita la nazionalizzazione di beni stranieri purché non sia in contrasto con precedenti accordi con lo Stato i cui beni si vogliono nazionalizzare e il provvedimento non sia arbitrario né abbia carattere discriminatorio. In ogni caso gli stranieri le cui proprietà vengono nazionalizzate hanno diritto a equo indennizzo. Oltre ai Paesi socialisti, hanno operato nazionalizzazioni Paesi del Terzo Mondo caratterizzati da dittature o Paesi che semplicemente volevano appropriarsi di beni di società multinazionali. Esempi in questo senso sono la nazionalizzazione dell'Anglo-Iranian Oil Company in Iran (1951), del Canale di Suez in Egitto (1956), delle proprietà statunitensi a Cuba (1960-61).

Bibliografia

W. A. Robson, L'industria nazionalizzata e la proprietà pubblica, Milano, 1962; C. Arena, Finanza pubblica, Torino, 1963; F. Forte, Introduzione alla politica economica, Torino, 1964; D. Fontana, Storia delle nazionalizzazioni, Roma, 1985.

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