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Lessico

sf. [sec. XIX; da neutralizzare]. Atto ed effetto del neutralizzare, nei significati di rendere neutrale, neutro, inefficace: tiri di neutralizzazione, quelli diretti a porre il bersaglio (centro di resistenza, postazione d'artiglieria, nido di mitragliatrici, ecc.) in condizioni di non poter più nuocere; sono praticati sia in offensiva sia in difensiva con modalità varie secondo gli obiettivi da battere.

Diritto internazionale

Nel diritto internazionale, la particolare condizione giuridica di uno Stato al quale, per patto internazionale, sia vietato di partecipare a conflitti che si svolgono fra altri Stati o di iniziare esso stesso una guerra, salvo il caso di difesa da un'aggressione esterna. Lo stato di neutralizzazione si distingue da quello di neutralità, essendo quest'ultimo una libera scelta dello Stato stesso mentre la neutralizzazione è un obbligo sancito da norme di diritto internazionale. La neutralizzazione va inoltre distinta dal “neutralismo” che è un tipo di politica internazionale tendente a non prendere parte a conflitti armati fra Stati o gruppi di Stati, fenomeno che resta limitato al campo politico e non comporta, quindi, impegni di carattere internazionale. La neutralizzazione è quindi un rapporto giuridico regolato da norme di diritto internazionale alla base del quale sta, di norma, un accordo fra lo Stato neutralizzando, da una parte, e altri Stati, dall'altra. Questi ultimi assumono l'impegno di rispettare la neutralità che l'altro si obbliga a mantenere in via stabile. Talvolta la neutralizzazione si attua anche mediante la dichiarazione unilaterale d'uno Stato nei confronti di altri Stati, e da questi accettata, di volersi mantenere in perpetuo estraneo ai futuri conflitti. Sono attualmente Stati neutralizzati la Svizzera, l'Austria e lo Stato della Città del Vaticano. Lo stato giuridico della prima risale a una dichiarazione resa nel 1815 dalle potenze chiamate a eseguire il Trattato di Parigi. L'Austria ha a base della sua neutralizzazione la legge costituzionale del 26 ottobre 1955 con la quale essa dichiarò la propria neutralità permanente. La neutralizzazione dello Stato della Città del Vaticano è prevista dall'art. 24 del Trattato Lateranense 11 febbraio 1929 che stabilisce: “La Città del Vaticano sarà sempre e in ogni caso considerata territorio neutrale e inviolabile”.

Filosofia

Nella fenomenologia di Husserl indica il risultato dell'epochè o “messa in parentesi” o “sospensione” del giudizio di esistenza. Nella “modificazione di neutralità” quello che è puramente e semplicemente esistente o possibile o verosimile o discutibile, come pure il non-esistente, in qualsiasi negazione o affermazione, è coscienzialmente presente, ma non nella maniera del “reale”, bensì come “mero pensato”, come “mero pensiero” (Ideen, I 109).

Chimica

Procedimento atto a riportare a pH neutro una soluzione acida o basica per aggiunta rispettivamente di una base o di un acido. Se l'acido e la base sono forti, ossia completamente dissociati (per esempio acido cloridrico, soda caustica), la neutralizzazione sarà completa con formazione del sale corrispondente (per esempio HCl+NaOH —→ NaCl+H2O); se sono deboli, cioè debolmente ionizzati, si raggiungerà un equilibrio con la presenza in soluzione di acido, base e sale.

Industria delle pelli

Operazione, detta anche disacidazione, che si effettua sulle pelli conciate al cromo, dopo la rasatura, per prepararle alla tintura e all'ingrasso. Consiste in un trattamento delle pelli con sali neutri o leggermente alcalini allo scopo di alzarne il pH a valori da 5 a 7.

Petrolchimica

Indice di neutralizzazione, numero che indica l'acidità di un prodotto petrolifero. È pari al quantitativo, in milligrammi, di idrato potassico o di anidride solforosa o di acido oleico necessario per portare a pH neutro 100 g del prodotto.

Tecnologia alimentare

Procedimento di deacidificazione delle sostanze grasse attuato nella fase di raffinazione degli oli di origine vegetale. La neutralizzazione si può ottenere secondo tre diverse tecniche: neutralizzazione con alcali dell'olio tal quale con successivo allontanamento del sapone per decantazione e centrifugazione; neutralizzazione con alcali dell'olio sciolto in un solvente (esano, acetone); neutralizzazione per distillazione degli acidi grassi liberi in corrente di vapore d'acqua sotto vuoto (1-4 mm Hg), a bassa temperatura. In questo caso di distillazione, il prodotto più importante è il residuo che si separa dal prodotto che distilla. Con questo ultimo metodo non si riesce a neutralizzare tutta l'acidità per cui si fa prima la distillazione e poi si neutralizza con alcali.

Radiotecnica

Tecnica circuitale usata per sopprimere le oscillazioni indesiderate negli amplificatori accordati ad altissima frequenza. Tali oscillazioni sono provocate dall'accoppiamento capacitivo che viene stabilito, tra uscita e ingresso, dalla capacità parassita del componente attivo usato nell'amplificatore, per esempio la capacità griglia-anodo per un triodo o quella collettore-base per un transistore. La neutralizzazione consiste nell'annullare l'effetto della capacità parassita riportando all'ingresso un segnale uguale e opposto a quello a essa dovuto.

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