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nuràgico

agg. e sm. (pl. m. -ci) [sec. XX; da nuraghe].

1) Agg., proprio dei nuraghi; relativo alla contemporanea civiltà: resti nuragici.

2) Agg. e sm., periodo della preistoria della Sardegna caratterizzato soprattutto dalla diffusione dei nuraghi: si distinguono varie fasi di cui la più antica è databile ai primi secoli del II millennio a. C., epoca in cui l'isola è interessata dalla facies di Bonnanaro. In questo periodo, accanto ai “protonuraghi” a corridoio compaiono i primi nuraghi a “tholos” (torre cilindrica). I periodi successivi, corrispondenti alla media e alla tarda Età del bronzo nella penisola italiana , coprono i restanti secoli del II millennio e sono caratterizzati da uno sviluppo crescente dell'architettura nuragica, che vede la nascita di veri e propri villaggi intorno a torri primarie e secondarie racchiuse in bastioni poligonali. Alla fine del I millennio a. C. si sviluppano i nuraghi con antemurale (recinto turrito posto intorno al mastio e alle torri secondarie). L'ultima fase del nuragico coincide con l'Età del ferro e segna in un primo momento l'apogeo dell'organizzazione sociale e politica della Sardegna protostorica, seguito però dall'inesorabile declino dovuto alla progressiva conquista dell'isola da parte dei Fenici.

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