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pirite

sf. [sec. XVI; dal greco pyrítēs, da pyr, fuoco]. Minerale, solfuro di ferro di formula FeS₂, cristallizzato nella classe diacis-dodecaedrica del sistema monometrico; nella pirite il ferro può essere sostituito in piccola quantità da cobalto, nichel e rame, e possono trovarsi altri elementi come oro, wolframio, molibdeno. Si presenta in cristalli di abito vario, di colore giallo cinereo caratteristico, con viva lucentezza metallica (in polvere la pirite ha colore grigio scuro), di durezza 6-6,5 e peso specifico 5; i cristalli sono fragili e hanno frattura concoide. Le forme più comuni sono il pentagono-dodecaedro e il cubo le cui facce sono finemente striate secondo le tre direzioni (striatura triglifa); frequenti sono anche le forme ottaedriche e diacis-dodecaedriche combinate con le precedenti, e i geminati a “croce di ferro” costituiti dalla compenetrazione di due dodecaedri; si trova inoltre in masse compatte e in concentrazioni nodulari. La pirite è il più abbondante tra i solfuri naturali e uno dei più diffusi minerali del ferro: è presente come componente accessorio in rocce eruttive e come minerale di origine secondaria in rocce metamorfiche e sedimentarie; in forti concentrazioni si trova in filoni e vene di origine idrotermale di media e alta termalità. Nella parte superficiale dei suoi giacimenti la pirite si altera spontaneamente dando origine a prodotti limonitici (goethite e limonite) che costituiscono il cosiddetto cappello di ferro; alterandosi la pirite favorisce la trasformazione di altri solfuri più resistenti e può produrre acido solforico che attacca le rocce, soprattutto calcaree (macchie dei marmi); anche alcune acque minerali, solforose e ferruginose, devono le loro proprietà a rocce contenenti sali derivati dall'alterazione della pirite. La pirite ha grandissima importanza economica: viene usata per l'estrazione dello zolfo nei Paesi poveri di questa sostanza, ma viene soprattutto utilizzata come prodotto di partenza per la produzione dell'acido solforico, mentre le ceneri di pirite trovano impiego in campo siderurgico. Giacimenti ricchi di pirite si trovano sparsi in tutto il mondo: notevoli sono quelli di Río Tinto (prov. di Huelva) in Spagna, di Gavorrano in Toscana, del Giappone, degli Stati Uniti, della Norvegia, di Cipro, dei Paesi della Russia; pirite aurifera si trova in Canada, in Alaska, in Australia, in Brasile. In Italia, oltre ai giacimenti di Gavorrano, si hanno quelli di Boccheggiano, Niccioletta, Ravi e Campiano, sempre in Toscana, quelli di Agordo (Alpi bellunesi), di Rio Marina nell'isola d'Elba, di Brosso e Traversella (Ivrea); pirite aurifera si rinviene nei filoni quarziferi della val Sesia e della val d'Antrona (Monte Rosa). I maggiori produttori di pirite sono il Giappone, la Spagna, gli Stati Uniti e l'Italia.

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