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popolarismo

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Lessico

sm. s. [da popolare].

1) Ciò che è o vuole essere popolare. In particolare, atteggiamento di apertura verso i bisogni delle classi meno abbienti.

2) Movimento e dottrina politica che riconosce nel popolo un soggetto storico valido a riformare la società.

Scienze politiche

Nella storia politica italiana, il popolarismo si identifica con le idee espresse dai cattolici che portarono alla nascita del Partito Popolare Italiano di Luigi Sturzo. Affrancandosi dall'atteggiamento conservatore che aveva caratterizzato la politica cattolica fino a quel momento, Luigi Sturzo, nell'Appello ai liberi e forti del 18 gennaio 1919, in cui il PPI si presentava all'opinione pubblica, ribadiva la centralità della sovranità popolare e della collaborazione sociale quali fonti di una nuova autorità politica e opponeva alla Stato accentratore uno Stato popolare, in grado di rispettare gli organismi sociali naturali, quali, per esempio, la famiglia, e di incoraggiare le iniziative private. Mettendosi in concorrenza da un lato con il liberalismo statalistico e dall'altro con il socialismo anticlericale, il popolarismo dava voce soprattutto all'Italia rurale e artigiana, che era rimasta emarginata nel nuovo Stato unitario, le cui scelte politiche erano finora andate in direzione industrialista e antimeridionalista. In questo senso, al popolarismo sturziano sfuggì il ruolo rilevante che stava assumendo il proletariato industriale. La struttura economica prefigurata da Sturzo aveva infatti come base l'eliminazione del latifondo e il consolidamento della piccola proprietà contadina guidata dai valori cristiani tradizionali. Questo programma passò poi, nel secondo dopoguerra, alla Democrazia Cristiana, il partito erede del PPI. Ma già tra le due guerre il popolarismo era entrato in crisi. Il suo impianto ideologico e il suo sistema di valori era destinato a venire travolto da un lato dalle profonde trasformazioni della società industriale, che portarono all'ampliamento del ceto medio soprattutto a scapito di quello rurale, e dall'altro dal presentarsi prepotente di ideologie, come il nazismo e il fascismo, portatrici di un totalitarismo irrazionale che è l'esatta antitesi del popolarismo.