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protocorìnzio

agg. e sm. [sec. XX; proto-+corinzio]. Termine con cui si designa una classe di vasi greci di fabbrica corinzia e di stile subgeometrico e orientalizzante, la cui produzione si inquadra nella seconda metà del sec. VIII e nel sec. VII a. C. e precede quella comunemente detta corinzia. I vasi sono di piccole dimensioni (ariballi, pissidi, skýphoi, lḗkythoi, oinochóai) di argilla chiara con vernice bruna, rossa o nera e le figure tracciate prima con il solo contorno, poi con silhouette nera, graffita o con ritocchi policromi; le scene figurate comprendono teorie di animali, scene di combattimento, raffigurazioni dell'épos. La classificazione della ceramica protocorinzia si basa sulle date di fondazione delle colonie greche e sullo sviluppo delle forme vascolari e della decorazione. Dal protocorinzio geometrico si passa a quello arcaico od orientalizzante, al protocorinzio medio con figure nere, al tardo protocorinzio con policromia. Molto diffusi sono i vasetti plastici a forma di animali.

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Protocorinzio.