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radiogoniometrìa

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Definizione

sf. [sec. XX; da radiogoniometro]. Complesso dei metodi di impiego dei radiogoniometri installati e funzionanti in stazioni fisse, collocate in posizioni geografiche note, oppure a bordo dei mezzi terrestri, navali e aerei. La radiogoniometria è utilizzata per la localizzazione (radiolocalizzazione) di una radioemittente e quindi per la determinazione della rotta di un mezzo in navigazione.

Tecnica: radiolocalizzazione passiva

Utilizzando le emissioni di radiogoniometri fissi si realizza la radiolocalizzazione passiva in quanto a bordo basta una radio ricetrasmittente. Vengono impiegati due metodi fondamentali: A) intercettazione di più linee di posizione (almeno due) comunicate da diverse stazioni radiogoniometriche; il navigatore traccia sulla carta (che deve essere isogonica) le linee di posizione, che sono semirette orientate rispetto al Nord vero, spiccate dalle posizioni geografiche delle stazioni che hanno effettuato i rilevamenti. Un'indicazione più precisa, specie se a lunga distanza, si ottiene mediante il rilevamento da tre radiogoniometri fissi. Le linee di posizione allora si intercettano formando un “triangolo di incertezza” e la posizione viene definita dal baricentro (intercetta delle mediane) di questo triangolo; B) triangolazione, che consente di utilizzare una sola stazione radiogoniometrica alla quale si richiedono successivi rilevamenti. Il pilota, durante l'operazione, deve mantenere fissa la rotta e la velocità (vettore base): a un determinato istante si effettua il primo rilevamento e si traccia la relativa linea di posizione sulla carta. Dopo un certo periodo di tempo, che dipende dalla velocità del mezzo e dalla distanza di questo dalla stazione radiogoniometrica si chiede un secondo rilevamento e si traccia la seconda linea di posizione. Si chiude quindi il triangolo con un segmento orientato di lunghezza pari al percorso stimato compiuto nel periodo di tempo suddetto e si ottengono le posizioni relative al primo e al secondo rilevamento e la rotta percorsa. In alternativa a questa soluzione grafica, mediante carteggio, si possono eseguire procedimenti matematici trigonometrici o ricavare i dati per mezzo di tavole.

Tecnica: radiolocalizzazione attiva

Utilizzando i radiogoniometri di bordo si effettua la radiolocalizzazione attiva. Le stazioni delle quali si debbono effettuare i rilevamenti radiogoniometrici, dai quali ricavare le linee di posizione (questa volta riferite a una direzione fissa, che normalmente si identifica con la prua o direzione del moto istantaneo), sono normalmente radiofari non direzionali; in alternativa si possono utilizzare emittenti di radiodiffusione di qualsiasi genere. Per la determinazione della propria posizione si adottano ancora i metodi precedentemente descritti: intercettazione di più linee di posizione ricavate da altrettanti rilevamenti quasi simultanei di radiofari di posizione geografica nota; oppure, se è disponibile una sola emittente radiogoniometrabile, si effettua la triangolazione. Per mezzi veloci o in vicinanza delle stazioni radiolocalizzate, in pratica si debbono integrare i due metodi effettuando il trasporto delle linee di posizione, a meno che a bordo non siano installati più radiogoniometri funzionanti contemporaneamente. Sebbene la radiogoniometria consenta un'indicazione piuttosto approssimata della rotta istantanea, le reti radiogoniometriche sono ancora utilizzate quale mezzo ausiliario e di emergenza di assistenza alla navigazione aerea; molto più importante è invece la rete costiera radiogoniometrica di assistenza alla navigazione marittima di piccolo cabotaggio.

Tecnica: determinazione della rotta

Maggior precisione si ha, invece, nel tracciamento della rotta effettivamente percorsa: questo costituisce, specie nella navigazione aerea, un elemento utile per determinare la deriva subita e la correzione di prua da introdurre per mantenere la rotta. L'impiego più diffuso dei radiogoniometri fissi nella radionavigazione aerea e marittima è però la radiolocalizzazione di mezzi che richiedono il proprio rilevamento e la determinazione della rotta di avvicinamento di questi alla stazione (homing). Sebbene la radiogoniometria consenta un tracciamento approssimato della rotta istantanea, molte rotte aeree sono ancora individuate mediante radiolocalizzazione attiva, cioè localizzando una successione di punti in cui sono dislocati radiofari non direzionali che emettono in media frequenza e dirigendosi di volta in volta sul radiofaro successivo mantenendone il rilevamento in prua: il passaggio sulla verticale di un radiofaro è contrassegnato dalla rotazione di 180º dell'indice di rilevamento, che può essere un ago o un simbolo mobile su una scala fissa, oppure una rosa graduata rotante attorno a un simbolo fisso. Una buona garanzia di allineamento laterale sulla rotta si ha rilevando contemporaneamente o in rapida successione un radiofaro in prua e uno in poppa.

Militaria

Nella strategia militare, azione che consente, mediante l'impiego di più radiogoniometri opportunamente dislocati, di localizzare le stazioni radioemittenti dell'avversario. I dati forniti, elaborati e confrontati con le informazioni ricavate dall'intercettazione, permettono di attribuire le stazioni radio e il loro traffico ai diversi comandi e unità contrapposte e, di conseguenza, di concorrere a ricostruire lo schieramento delle forze avversarie. Un'accurata e sistematica campagna di rilevamenti radiogoniometrici e di ascolto radio viene condotta da ogni Paese moderno, anche in tempo di pace, per ricavare dall'esame del traffico radio il maggior numero possibile di informazioni sulla potenzialità e distribuzione industriale, oltre che militare, degli altri Paesi. Nell'elaborazione della strategia militare ha infatti assunto grande importanza lo studio delle contromisure a mezzo di missili a ogiva nucleare diretti su determinati punti vitali dell'avversario (“deterrente nucleare”). I progressi della tecnica elettronica consentono un ascolto e una radiogoniometria estremamente accurati che vengono effettuati in centrali operative dislocate ai confini terrestri dei Paesi sotto controllo, mentre altri centri di rilevamento, a bordo di navi o pescherecci, indagano dai confini marittimi. Tutti questi dati vengono poi integrati e confrontati con quelli forniti dai satelliti spaziali spia.

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