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ramificazióne

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Lessico

sf. [sec. XVII; da ramificare].

1) Il ramificare, il ramificarsi e l'effetto che ne deriva. In particolare, la suddivisione dell'asse principale di una pianta in assi secondari. Fig., il diramarsi di una cosa in varie direzioni; l'insieme delle direzioni o ciascuna diramazione: le ramificazioni di una strada, di una scienza.

2) Assetto che possono assumere organismi animali viventi in colonie (per esempio Celenterati, Briozoi); tipiche le ramificazioni dei coralli che possono assumere disposizioni anche del tutto irregolari.

3) In fisica, effetto osservabile negli schemi di decadimento delle famiglie radioattive, che si verifica quando un nuclide, potendo decadere in modi diversi, origina sequenze parallele di nuclidi radioattivi.

Botanica

Il fenomeno della ramificazione è già presente nelle colonie filamentose dei Batteri e dei Cianobatteri (false ramificazioni), ma si afferma principalmente a livello delle Alghe e soprattutto nelle Cormofite. Le modalità di ramificazione sono essenzialmente tre: la ramificazione dicotomica, la ramificazione monopodiale, la ramificazione simpodiale. Nel primo caso l'asse principale si divide in due assi perfettamente equivalenti, spesso per divisione in due dell'unica cellula apicale, come in molte Tallofite. Nel secondo caso l'asse principale continua ad accrescersi ed emette rami laterali che appaiono subordinati, come nelle Conifere. Nel terzo caso l'asse principale ha un accrescimento limitato e viene superato nello sviluppo dai rami secondari, come in molte Angiosperme. § Nel mondo animale, analoghe modalità di ramificazione (in particolare la seconda e la terza) si possono riscontrare nelle colonie dei Celenterati Idrozoi.

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