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sānkhya

uno dei sei darśana (indirizzi speculativi) ortodossi dell'induismo. Il suo fine è quello di classificare in un sistema gerarchico tutti i fattori dell'esistenza in modo da offrire alla pratica religiosa la conoscenza necessaria al loro superamento e quindi alla liberazione “dell'anima” dalla “corporeità”. Ogni sforzo del sānkhya tende alla distinzione tra la realtà delle anime individuali (puruṣa) e la realtà della prakrti, la “natura” o “materia primordiale” da cui si sviluppa il mondo nonché il corpo e la personalità psichica degli esseri viventi. Particolarmente interessante, ai fini di un inquadramento storico-religioso del sānkhya, è la sua prospettiva gnostica, nella quale, oltre alla visione dualistica della realtà, si formula la teoria che la sola “conoscenza” (jnāna, greco gnōsis) di questo dualismo apre la via alla salvezza. Il sānkhya, che si costituisce nella sua forma classica verso il sec. III, pur muovendo da posizioni teistiche, si svolge indipendentemente dalla concezione di un dio e assume talvolta connotati di ateismo.

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